Tutti contro Zune

Articolo di Nicola D'Agostino
Tematiche: hardware, news, personaggi

Non è stato ancora messo in commercio ma ha già raccolto una notevole dose di critiche.

riproduttori ZuneE’ il traguardo in negativo che sta conquistando il nuovo player digitale Zune di Microsoft che dopo le perplessità sul sistema virale di DRM alla base della condivisione wireless di contenuti si è ritrovato stato oggetto di considerazioni tutt’altro che positive da parte di due personaggi importanti della musica digitale.

Il primo è Michael Robertson che agli inizi di ottobre ha coniato il termine “zuned” come sinonimo per la perdita dei diritti del consumatore sulla propria musica. Robertson non è nuovo a filippiche contro le protezioni e Microsoft pare avergli suggerito una splendida metafora nonché un altro eccellente esempio di come lucchetti e limitazioni assurde come quelle dello Zune pongano il manico del coltello in mano saldamente alle corporazioni lasciando il consumatore con un nulla di fatto.

Ai dubbi di Robertson su Zune in questi giorni si sono aggiunti quelli di Steve Jobs di Apple, al momento l’antagonista da battere per chiunque si lanci nella vendita di walkman digitali e nella distribuzione di musica digitale online come sta facendo Microsoft, di cui è da sempre in un rapporto di amore e odio.

logo ZuneIn un’intervista con Steven Levy in cui si parla di iTunes e dell’iPod alla vigilia del suo quinto anniversario, Jobs ha liquidato il riproduttore di Redmond dal punto di vista tecnico e di usabilità affermando che non rappresenta una minaccia seria per i prodotti made in Cupertino.
Il confondatore di Apple ha fatto notare che la ricerca di altri utenti e condivisione dei brani con lo Zune è lenta e macchinosa e che francamente un ragazzo interessato ad agganciare una ragazza farebbe molto prima e meglio a passarle un auricolare.
Magari quello di un iPod?

Immagini tratte da www.microsoft.com

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