Tila Tequila, il fenomeno di Myspace

Articolo di Nicola Battista
Tematiche: download, personaggi

Tila Nguyen, per tutti Tila Tequila o se preferite, la donna più famosa di MySpace (se non del web): nata a Singapore nel 1981, vive in California e ha origini franco-vietnamite.

Nel calderone di MySpace, tra gruppi musicali che cercano disperatamente di sbarcare il lunario, modelle seminude disposte almeno in apparenza a tutto pur di raggiungere quel fatidico quarto d’ora di celebrità, ondate di pornografia pura e semplice e materiale che viola ogni norma sul copyright (sul quale la società titolare del sito, riconducibile al magnate Rupert Murdoch, sembra spesso voler chiudere entrambi gli occhi) emergono poche “figure” che sembrano essere riuscite a costruirsi una certa notorietà.

Tila Nguyen - photo by downbeat - This file is licensed under Creative Commons Attribution 2.0 License

Tila è una di queste. Viene notata da Playboy all’età di 18 anni ma il suo primo lavoro “serio” (se così possiamo definirlo) è quello di “import model”, ossia la bellona di turno che fa pubblicità alle automobili; ma non stiamo parlando delle solite modelle vecchio stampo che comparivano appoggiate o sdraiate su un cofano anche nel nostrano Salone di Torino.
Qui c’è tutto un sottobosco, una “subculture” che merita addirittura una apposita voce di Wikipedia (a proposito, anche Tila Nguyen ha la sua propria voce d’enciclopedia, di questi tempi).
Le auto sono importate dall’estremo oriente, modificate, pompate all’estremo; anche le modelle sembrano adattarsi alla situazione: possibilmente di etnia mista, “esotiche” quanto le vetture da promuovere, prosperose e rigorosamente in bikini o comunque con addosso ben poco.

Tila compare in questo tipo di show promozionali, in giornalacci dedicati allo stesso fenomeno come Import Tuner, e ha la sua consacrazione diventando addirittura un personaggio del videogame multipiattaforma Street Racing Syndicate.

Street Racing Syndicate (GBA)

Ma se arriviamo a parlare di lei è perché Tila Tequila (la leggenda vuole che il nomignolo le sia stato attribuito da amici per la sua scarsa tolleranza alle sostanze alcooliche) è anche una popstar digitale, i cui brani tra l’hip-hop, l’electro, il rock e la spazzatura industrial-dance anni ‘80 hanno ovviamente titoli come “Playgirl Central” (ascoltata oltre 6 milioni di volte su MySpace) o “Fuck Ya Man”.

A fine 2005 Tila appare nella compilation Myspace Records Vol.1, sull’etichetta “di bandiera” del popolare sito (distribuzione Universal). Ma non è abbastanza.

Myspace Records Vol.1

Il 2006 la vede in copertina ad un’altra rivista non proprio edificante, Stuff Magazine. Ma ormai il “Tila phenomenon” è inarrestabile. Mentre scriviamo è annunciata l’uscita di un numero della patinata testata Maxim con Tila in copertina.

A questo punto Tila genera già da tempo seguaci, imitatrici, impostori di vario genere, voci su una sua presunta carriera nell’industria del porno (generate dal fatto che una sua quasi-sosia, tale Leanna Scott, modella anche lei con origini franco-vietnamite, aveva girato un film porno nel 1998 e qualcuno aveva “riconosciuto” Tila in questo discutibile lavoro) e altro ancora.

Il suo popolare sito Tila’s Hot Spot chiuderà a breve, per un massiccio restyling, dice lei. Forse per rimuovere la “robaccia” non più all’altezza di una “diva” propriamente detta? Chissà.

Nel frattempo continua a prosperare il parallelo sito della linea d’abbigliamento Tila Fashion. Non c’è che dire: la signorina Nguyen – se riuscirà a non sparire entro i prossimi 12 mesi – ha tutte le carte in regola per diventare la prossima Madonna Ciccone.

Purtroppo non sono tutte rose e fiori: cominciano a spuntare anche i detrattori. Per esempio, un tale ha pubblicato nel proprio blog una paginetta “I hate Tila Tequila” in cui esprime tutto il proprio odio per la povera fanciulla esordendo con un lapidario: “Chi è questa puttana e perché non riesce a tenersi i vestiti addosso e la bocca chiusa?”.
E prosegue: “Tila Tequila è uno strumento di marketing. La donna che il suo sito raffigura non esiste come tale. E’ un personaggio costruito da una modella, uno scrittore/ideatore, degli autori di canzoni, designer di abiti ed una squadra di analisti culturali che ne dettano ogni mossa”; per cui, il sito sarebbe scritto e realizzato dal team di autori e così via. Di sicuro, il tizio non è andato molto lontano. Difficile mettere in piedi da soli una macchina promozionale del genere, con o senza MySpace.

E lo stesso Tom Anderson di MySpace ammette un “piccolo” problema del sito da lui fondato: MySpace si basa sui profili degli utenti, corredati spesso da foto sexy ed ammalianti e magari da poco altro contenuto. In una intervista dello scorso aprile a Slate Anderson dichiara: “se i ragazzi entrano nel sito e guardano solo le foto delle ragazze, basta questo a mandarle in cima alle classifiche”. Così, musica magari di buona qualità ma non bellissima batte capolavori che restano inosservati; o una modella con un po’ di foto scosciate ottiene più attenzione di un rocker che ha faticato per decenni…

Facciamo un piccolo passo indietro e torniamo al 24 aprile 2006, data importante nella carriera (?) di Tila: nel corso di una puntata di Total Request Live (su MTV) will.i.am dei Black Eyed Peas annuncia che Tila ha firmato per la propria label will.i.am Records, che in realtà è una sottoetichetta della galassia A&M/Interscope/Universal. Tila è al top.

Per lei, dalle umili origini e dalla vita turbolenta (sempre Wikipedia narra della sua adolescenza tra gang giovanili, sesso e droga) è comunque un risultato non da poco: partire da zero (sarà vero?), diventare una star virtuale e quindi approdare a una succursale della più grande major del disco.
A colpi di bikini e di una promozione a dir poco sfacciata…

Immagine di Tila Nguyen di downbeat, tratta da Wikimedia Commons.
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Video di “Electric Bon Bon” di Tila Tequila pubblicato da YouTube.
Tila Fashion: immagine tratta da www.tilafashion.com

  1. David

    Sarebbe sufficiente non dare retta a queste ragazzine scosciate che vogliono conquistare il mondo a suon di canzonette e tette al vento, ma ormai il pubblico è così rimbambito che capisce solo questo linguaggio… molto triste.

    Cheers

  2. Ma guarda. Il commento qui sopra è casualmente identico alla voce di Wikipedia italiana http://it.wikipedia.org/wiki/Tila_Tequila … che ho peraltro SCRITTO IO… ;-P

Commenti a “Tila Tequila, il fenomeno di Myspace”