Persi in MySpace – 8 – Dareste i vostri soldi a Snoop Dogg (o ai suoi amici)?

Articolo di Nicola Battista
Tematiche: download, personaggi

Per l’anagrafe è Calvin Cordozar Broadus, Jr. ; a inizio carriera si faceva chiamare Snoop Doggy Dogg (il nomignolo di “Snoopy” se lo portava dietro dall’infanzia). Oggi è semplicemente noto come Snoop Dogg, ricco rapper/attore/produttore con l’hobby particolare di farsi arrestare spesso e volentieri, possibilmente negli aeroporti di mezzo mondo, per reati legati a violenza o al possesso di armi e droga.

Snoop Dogg - Official U.S. Navy Photo by Chief Photographers Mate Donald Bray - Immagine di Pubblico Dominio tratta da <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Image:Snoop_Dogg_Hawaii.jpgen.wikipedia.org/wiki/Image:Snoop_Dogg_Hawaii.jpg\’ />

Nella propria pesante pagina personale in MySpace, Snoop (o chi per lui) ha pensato bene di inserire tutto ciò che c’è di peggio nei siti di social networking che consentono all’utente una gestione artigianale della pagina: sfondi pesanti e fastidiosi, immagini troppo grandi che spostano il layout di tutta la pagina da una parte o dall’altra; videoclip di parlato che partono da soli dimenticandosi che in cima alla pagina ci sono già i dannati brani in streaming (e l’esperienza che ne risulta non è quella di un gradevole mixaggio).

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Il punto veramente curioso però è un altro: Snoop Dogg sembra chiedere soldi ai giovani artisti per la pubblicazione e/o promozione.
Potrebbe anche andar bene: chi scrive fornisce servizi a pagamento per consulenze nel settore musicale e – per dirne una – in passato ha partecipato a una compilation “collaborativa” che vedeva diversi artisti mettere insieme una quota ciascuno per realizzare il relativo cd.

Quindi nulla di cui stupirsi o scandalizzarsi, fin qui.

Dopotutto, per entrare in distribuzione digitale presso i migliori “aggregatori” è normale pagare una quota a volte non bassissima per disco, come pure se non si utilizza un aggregatore può capitare di incontrare siti che chiedono una quota annuale o mensile per l’hosting o altre spese di “setup” prima ancora di cominciare a vendere.

Detto questo: perché dovrei pagare cento dollari per entrare su una compilation mp3 inclusa in un file .zip distribuito gratuitamente, pur essendoci il nome di Snoop da qualche parte?
Siamo certi che un giovane artista sconosciuto otterrebbe qualcosa da tutto questo?

Sono proposti (o lo erano, visto che alcune cose sono sparite tra marzo e aprile 2007) dei veri e propri “pacchetti” di servizi: alcuni package sembrano più interessanti, con promozione e possibilità di vendere i propri brani sulla pagina MySpace del noto rapper mediante strumenti come Snocap e Payloadz (i pagamenti arrivano in quest’ultimo caso via Paypal). Certo, questo pacchetto costa 500 dollari…

Boss Life Compilation - tratto da <a href="http://www.myspace.com/niggarachibeatwww.myspace.com/niggarachibeat\’ align=’left’ hspace=”8″ vspace=”4″ />

Si paga per partecipare a una conferenza sull’industria musicale; ma si paga anche per esibirsi alla predetta manifestazione. Si paga per avere pezzi di musica o di testo fornito da questo o quel personaggio (l’ultimo della serie è Hood Sourgeon a.k.a. Young Doc, il figlio del produttore Dr.Dre). Cosa che fanno in molti, ma che a “un certo livello” non si dovrebbe fare… o no? ;-)
Si paga più o meno per tutto, in media 1500-2000 dollari.

A questo punto sono doverose ulteriori ricerche e una precisazione: dietro molte di queste operazioni sembra esserci l’etichetta Get Low e la società Mandatory Business: entrambe di proprietà di Joseph Tom, alias JT The Bigga Figga, vicepresidente dell’impero Doggystyle (l’etichetta di Snoop Dogg).

Something Crucial

Il top è l’ultimo contratto distributivo sfornato dalla Get Low in collaborazione con uno dei più grandi e prestigiosi marchi della discografia indipendente: Koch Entertainment. Qui i prezzi salgono fino a 10000 dollari, ma sono incluse 5000 copie di un cd e la distribuzione locale, nazionale o internazionale tramite Koch.

Get Low/Koch Distribution - tratto da <a href="http://www.myspace.com/snoopdoggwww.myspace.com/snoopdogg\’ align=’right’ hspace=”8″ vspace=”4″ />

A riprova che l’operazione è gestita dalle società di JT, il fatto che nelle proprietà dei vari documenti contrattuali scaricabili in formato Word – anche quelli “in bianco”, che non menzionano esplicitamente il nome di alcuna ditta – si può trovare il nome della sua segretaria…

JT sembra molto ben organizzato: tra l’altro è autore di un libro “djbatman {at} olografix(.)org&merch_id=&aff_id=12236">Black Wall Street – The Next Generation of Independent Billionaires – The CEO Manual” semiautobiografico in cui promette di svelare la formula del suo successo. Ovviamente il libro è scaricabile in formato ebook, a pagamento, tramite djbatman {at} olografix(.)org&merch_id=&aff_id=12236">Payloadz.

copertina e-book Black Wall Street - immagine tratta da <a href="http://www.payloadz.com" title="http://www.payloadz.com" target="_blank">www.payloadz.com</a>‘ align=’left’ hspace=”8″ vspace=”4″ /> </p>
<p>Che dire: JT sembra una persona seria; a Snoop Dogg non stiamo dando certo del truffatore: come dicevamo, molti sono i servizi a pagamento nella giungla dell’industria musicale. E molti di essi pur non portando magari a grandi risultati, sono comunque gestiti nella massima correttezza.</p>
<p>Però resta un unico dubbio: da un artista ricco, famoso e rispettato ci si aspetterebbe un’iniziativa diversa, magari la fondazione di una label per pubblicare nuovi talenti. O un concorso gratuito o con una “normale” quota di iscrizione per lanciarli.<br />
Non legare il proprio nome e il proprio volto alla fornitura di questo tipo di servizi promozionali o distributivi, alcuni dei quali non proprio abbordabili.</p>
<p>In altre parole: un tizio del genere non dovrebbe aver bisogno di operazioni del genere… o no? ;-)</p>
<p><em>Official U.S. Navy Photo by Chief Photographers Mate Donald Bray – Immagine di Pubblico Dominio di Snoop Dogg scattata da Mate Donald Bray e tratta da <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Image:Snoop_Dogg_Hawaii.jpg">http://en.wikipedia.org/wiki/Image:Snoop_Dogg_Hawaii.jpg</a>. Copertina e-book Black Wall Street tratta da <a href="http://www.payloadz.com">www.payloadz.com</a>. Immagine promozionale Boss Life Compilation tratta da <a href="http://www.myspace.com/niggarachibeat">www.myspace.com/niggarachibeat</a>. Immagine promozionale Koch Distribution tratta da <a href="http://www.myspace.com/snoopdogg">www.myspace.com/snoopdogg</a>.<br />
</em></p>
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			<p class="author_meta"><span class="user">Laura</span> <span class="comment_edit"></span></p>
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		<div class="comment_text">
						<p>l’importanza delle cose sta nella loro scarsità. a parte il fatto che artisti si nasce e molti aspiranti rapper (e non solo) non lo sono,mi chiedo che senso ha pagare per partecipare a progetti che vedono coinvolte centinaia di persone. Chi comprerebbe mai una cosa così dozzinale, ma soprattutto, chi ricorderà il tuo nome?<br />
queste cose,mi ricordano tanto i laboratori di scrittura creativa (o di teatro) dove viene data a tutti, indiscriminatamente, la possibilità do essere inseriti in un’antologia o partecipare ad uno spettacolo….ma alla fine dello “show” che cosa si è ottenuto? queste esperienze ti cambiano la vita? certo che No! allora è tutto denaro e tempo sprecato</p>
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		<p class="post_meta"><a href="#comment-1745" title="Link al commento">14th May 2007</a></p>
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