Recensioni: ReArz – “Spered”

Artista: ReArz
Titolo: Spered
Anno: 2008
Etichetta: Coop Breizh
Riferimenti: www.myspace.com/rearzgroup

Cinque pezzi per un progetto di respiro internazionale: archi, elettronica, voci, chitarra, fisarmonica, sampling sono alcuni degli elementi usati per una splendida fusione che prende il meglio da diverse tradizioni e guarda al futuro, in un mix originale che non è agevole comparare ad altro materiale in circolazione (a parte forse gli Afro Celt Sound System, in “Stone Dance”).
Dietro c’è il progetto Arz Nevez, quartetto d’archi più chitarra, guidato dal bretone Yves Ribis, da Lorient. E l’incontro con gli italiani Maurizio Piazza (coproduttore del lavoro con Ribis) e Dj Brahms (che apporta campionamenti in “Stone Dance”). Ma anche con altri ospiti di lusso: Bring’s dei Monkey B – esponente dell’hip-hop d’oltralpe, in “Utopie” – e il sitar di Bijaya Vaidya, nepalese di fama internazionale (in “Battle of Gods”).
L’unica pecca? Il lavoro dura solo circa venticinque minuti. A quando un album completo?

A voice from the Moon

Buzz Aldrin on the Moon, July, 1969 Musicblob normally doesn’t host audio files. This is the first exception and we are not talking of a music file but a spoken word track about 3 minutes long.

It is the historical recording of Neil Armstrong, Buzz Adrin and Michael Collins’s Moon landng: the Apollo 11 mission. It was July 20, 1969: 40 years ago.

Sugar Tax

Bits like “The Eagle has landed” and “That’s one small step for a man… One giant leap for mankind” these days can be easily found as mp3s. In the peer-to-peer underground and other places. This is public domain material, as most of the production of NASA and other US government agencies.

The OMD Singles

Fragments of these recordings have been sampled in many occasions: the best example is “Apollo XI” by OMD (Orchestral Manoeuvres in the Dark), from the album “Sugar Tax” (1991) subsequently remixed in “big beat” style, as shown in “The OMD Singles” collection, released in 2003.

You can find the mp3 format recording here.

Photo: Buzz Aldrin on the Moon, July, 1969. NASA.This file is in the public domain because it was created by NASA. NASA copyright policy states that “NASA material is not protected by copyright unless noted”.

La voce della Luna

Buzz Aldrin sulla Luna, luglio 1969 Musicblob di solito non ospita file audio. Questa è la prima eccezione e non si tratta di un file musicale ma di una traccia di circa tre minuti di parlato.

Si tratta della registrazione dello storico allunaggio di Neil Armstrong, Buzz Adrin e Michael Collins: l’equipaggio dell’Apollo 11. Era il 20 luglio 1969: esattamente quarant’anni fa.

Sugar Tax

Oggi come oggi anche storiche frasi come “The Eagle has landed” e “That’s one small step for a man… One giant leap for mankind” circolano tranquillamente come mp3. Nel sottobosco del peer-to-peer e non solo. Pur essendo peraltro materiale di pubblico dominio, come gran parte di ciò che “sfornano” la NASA e le altre agenzie governative statunitensi.

The OMD Singles

Brani di queste registrazioni sono stati peraltro campionati più volte: il più bell’esempio è “Apollo XI” degli OMD (Orchestral Manoeuvres in the Dark), nell’album “Sugar Tax” (1991) di cui esiste anche un successivo remix “big beat” reperibile nella raccolta “The OMD Singles” del 2003.

Potete trovare qui la registrazione formato mp3.

Immagine: Buzz Aldrin sulla Luna, luglio 1969. NASA, Pubblico Dominio. This file is in the public domain because it was created by NASA. NASA copyright policy states that “NASA material is not protected by copyright unless noted”.

A playlist for your Spotify: “Cyberpunk”

The present post marks a new MusicBlob feature: a playlist for Spotify users; Spotify is the streaming music juke-box in perfectly complaining with copyright laws.
While available in certain countries only as a “Premium” fee service, in some territories it is available as a “free” ad-supperted program.Science of the Gods

Our first playlist is called “Cyberpunk” and it mainly features electronica, including some well known tracks (Eat Static, a real jungle classic…) and some lesser known names (Spor) which still perfectly fit the theme.

Cyberpunk Nout Heretik brings a track whose title is identical to our playlist but the sound is more on the gabber side… while The Kilngonz represent (how do we define that?) …an ambient industrial!? ;) moment that goes on also in a track by Katharsis.

What has Billy Idol’s “Shock to the system” to do with all this?
It definitely fits, and not just because it comes from an album titled “Cyberpunk”, but also because Idol was the first among the big names – it was December 1998 – to act as a pioneer in the mp3 revolution. A guy who really “shocked the system”: a cyberpunk in his own right.

Spotify - playlist "Cyberpunk" by Nicola Battista

You can find the “Cyberpunk” playlist here:
http://open.spotify.com/user/djbatman/playlist/0sTZG82gQdNg2sdUTeSTOK

Playlist per Spotify: “Cyberpunk”

Inauguriamo una nuova iniziativa aperiodica di MusicBlob: una playlist per gli utenti di Spotify, il juke-box in streaming perfettamente in regola con diritti d’autore e connessi.
Per gli utenti italiani purtroppo è disponibile solo nella versione a pagamento, mentre in alcuni altri paesi è disponibile anche in versione “free” supportata dalla pubblicità. Science of the Gods

La prima playlist si intitola “Cyberpunk” ed è composta principalmente da pezzi elettronici, tra cui un paio conosciuti (Eat Static, un vero classico jungle…) e cose meno note ma perfettamente a tema (Spor).

Cyberpunk Nout Heretik apporta un altro pezzo il cui titolo è omonimo a quello della nostra playlist, ma il sound qui verte sul gabber… mentre The Kilngonz rappresentano un momento di (come definirlo?) …industrial d’ambiente!? ;) che prosegue in un altro brano firmato Katharsis.

Che c’entra in questo “Shock to the system” di Billy Idol?
C’entra, e non solo perché arriva da un album intitolato “Cyberpunk”, ma perché Idol fu forse il primo tra i primi grandi nomi – era il dicembre 1998 – a farsi alfiere della rivoluzione mp3. Un tipo che uno “shock al sistema” l’ha dato: cyberpunk di diritto, insomma.

Spotify - playlist "Cyberpunk" by Nicola Battista

Potete trovare la playlist “Cyberpunk” qui:
http://open.spotify.com/user/djbatman/playlist/0sTZG82gQdNg2sdUTeSTOK

La RIAA si sta scavando la fossa? Dialogo informale sul caso Jammie Thomas

Nota: quanto segue è la trascrizione quasi integrale di uno scambio avuto in forma privata (via instant messaging). Lo divulghiamo per rendere pubblici alcuni spunti emersi e per stimolare ulteriori commenti e riflessioni in materia.

Nicola D’Agostino:
stai architett^^preparando qualcosa sul verdetto contro la Thomas[1], spero :)

Nicola Battista:
la sentenza contro la thomas è ridicola veramente
se Universal contro mp3.com[2] finì a 25.000 dollari per brano
perché qui 80?
finirà che è corrotto pure il giudice USA? ;)
perché proprio contro questa poveraccia?

Nicola D’Agostino:
per stabilire un precedente ‘migliore’?

Nicola Battista:
precedente: sì la penso anch’io così
finirà male
finirà a boomerang
io la vedo così
adesso Obama si incazza
questa sentenza segnerà la fine di quel che resta del vecchio sistema.

Nicola D’Agostino:
ne hanno fatte due, quante glie ne rimangono in tribunale?
finisce con la terza? come funziona il sistema USA?

Nicola Battista:
sai che non so quanti gradi di giudizio ci siano in USA?
c’è la Corte Suprema, ecco che c’è
www.eff.org/deeplinks/2009/06/record-labels-awarde
e penso che
a) ci andranno
b) questo manderà (come dicevo io) il vecchio sistema a puttane una volta per tutte.
nota peraltro che la corte suprema è già stata toccata da Obama (che ci ha inserito la prima donna ispanica, originaria di Portorico)

Nicola D’Agostino:
Non so se sarà Obama a dare un taglio alla situazione (non so se possa permettere di esporsi così tanto)
certo è che con la lievitazione del (presunto) valore per brano ‘piratato’ quelli della RIAA[3] si stanno dando la zappa, anzi il banco di missaggio sui piedi ;-)

Nicola Battista:
Obama: si esporrà su questo e su altro, ci scommetto
però ci sono cose più gravi e urgenti prima
se hai un casino in Iran non pensi alla regolamentazione del pubblico dominio. :)

Note:
[1] Capitol v. Thomas – Retrial
[2] UMG v. MP3.com
[3] Recording Industry Association of America

The Pirate Google

the Pirate GooglePensiamo che nella vicenda della causa in Svezia a The Pirate Bay si sia perso completamente di vista l’obiettivo.

Un obiettivo che invece è stato centrato perfettamente da The Pirate Google, una semplice paginetta web apparsa online qualche giorno fa che offre una ricerca personalizzata di Google per file con estensione .torrent.

Si tratta di un’operazione decisamente più eloquente delle centinaia di articoli e commenti apparsi in rete sulla vicenda e sulla sentenza di condanna contro i quattro “amministratori” della “baia dei pirati”.

È essenziale infatti stabilire il principio che The Pirate Bay nonostante il nome e il tema non sia un sito da cui scaricare direttamente alcunché se non una squenza di dati che potrebbe portare a un’opera tutelata.
La tesi degli “amministratori” svedesi è che sono equiparabili a quanto fa Google: sono un motore di ricerca per reperire un formato specifico, un tipo di file presente su Internet, così come si può fare sul servizio di Mountain View scegliendo un’opzione nella ricerca avanzata.

Il .torrent è stato e viene utilizzato per diffondere installazioni perfettamente lecite di nuovi software, così da togliere il carico ai server delle case produttrice e “scaricare” il peso dei bit sulle reti p2p. E poi ci sono migliaia di file legali, opere non protette da copyright: pensiamo ai film completi come Night of The Living Dead, per esempio o a materiali autoprodotti e diffusi dagli artisti.

Certo, il .torrent può essere usato per diffondere contenuti protetti da copyright e spesso nella pratica lo è ma non lo si può etichettare a prescindere come strumento per “piratare” alcunché e tantomeno si può addossare sulle spalle di The Pirate Bay la responsabilità di dati (legali o meno) che vengono messi a disposizione (via Bit Torrent) dagli utenti stessi.

Quel prata di NapsterL’accusa che eventualmente si può fare a The Pirate Bay come a qualsiasi altro sito che facilita la ricerca di Bit Torrent (Pirate Google incluso) è che si tratta di “contributory infringment”, come viene chiamato dagli statunitensi.
Il “contributory infringment” non è qualcosa che esiste in maniera uniforme in ogni paese del mondo, e qui è ancora più labile che nel caso di un software p2p con server centralizzato (es. il vecchio Napster) oppure di chi mette in circolazione un programma (es. eMule) comunque per effettuare filesharing in altre modalità.

Infine: al di là discorsi sulle sedi, intermediari o formati incriminati l’attenzione andrebbe posta su aspetti e strategie che da etichette, editori ed associazioni di categoria sono percepite ancora come scomode se non proprio impensabili: materiali accessibili, formati aperti, prezzi bassi o comunque ragionevoli e un occhio di riguardo alle esigenze presenti (e future) del cliente.

La pirateria si risolve in un solo modo: facendo in modo che non se ne senta più il bisogno.

Di Bono Vox non ne possiamo più

E’ uno sfogo personale, ma anche qualcosa che qualcuno avrebbe dovuto fare da diverso tempo: di Paul David Hewson alias Bono Vox o semplicemente Bono, leader degli U2, non ne possiamo veramente più.

Non fraintendeteci(mi?): non stiamo parlando di canzoni, di abilità come compositore o esecutore delle stesse.

Bono al WEF 2008

Non ne possiamo più di questo signore, che pure una volta doveva essere stato simpatico, se non altro per il nome d’arte preso da un negozio dublinese di apparecchi acustici.

Questo dubbio elemento con milioni di euro in tasca si permette di pontificare su tutto, dal debito dell’Africa all’AIDS (eccolo ritratto nel 2008 al World Economic Forum di Davos, uno di quei consessi internazionali dove Bono conta più di diversi presidenti), quando la sua carriera nell’ultimo decennio più che alla musica è stata votata all’alta finanza del settore dell’entertainment.

L’ultima affermazione-capolavoro riguarda il “fair performance right” per le radio AM e FM, di cui leggiamo su Mi2n.com e musicFIRST. Scusate un attimo. Performance? Radio AM? Che pianeta è questo? In che anno siamo?

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