Facciamo rumore: McLusky – McLusky Do Dallas

I McLusky sono stati un trio britannico di Cardiff in attività dalla metà degli anni ‘90 al 2005. La band ha prodotto tre dischi ed una compilation di un noise rock abrasivo ed aggressivo nonché estremamente sarcastico anche nei rari casi in cui la musica non è veloce e distorta.

Mclusky Do Dallas
“McLusky Do Dallas” è il terzo disco dei McLusky. Il CD è disponibile presso Amazon.co.uk.

Si consiglia la riproduzione delle tracce: 1, 3, 4, 6, 8, 10, 14
Rumorosità continua: alta
Livello di disturbo: alto
Fastidioso per: chi è sensibile a suoni distorti e urli

Gli ultimi giorni di DJ Am

Adam Michael Goldstein, DJ AM, è il dj delle celebrità. Già fidanzato con Nicole Ritchie e poi Mandy Moore; amico di Paris Hilton, star dei club ma anche e soprattutto di feste private organizzate da nomi come Jim Carrey, Jennifer Lopez, Demi Moore, Leonardo DiCaprio. Ospite di lusso in dischi altrui, per nomi come Madonna e Will Smith.
Un passato oscuro: dall’infanzia fatta di abusi verbali da parte del padre (poi morto di AIDS) agli anni della droga, quando il giovane Goldstein tenta anche il suicidio con una pistola che per fortuna non funziona. “Miracolato” più volte: il mancato suicidio; il pieno recupero dalla tossicodipendenza. Infine, nel 2008, addirittura sopravvive a un grave incidente aereo.

Tra le sue collaborazioni, un set dal vivo con Travis Barker, batterista dei Blink 182: dj & batteria, un connubio quasi più unico che raro, sotto la sigla TRVSDJ-AM. Tra l’altro, anche Barker era un sopravvissuto dello stesso incidente aereo.

Un piccolo grande onore il 23 agosto 2009, quando si trova a effettuare il primo lancio a una partita dei New York Mets. Adam ne è onorato.

Il suo ultimo post Twitter è datato 25 agosto 2009. Del contenuto diremo dopo.

Nella notte tra il 27 e il 28 agosto, Goldstein manda un SMS ad amici. E’ l’una, ora di New York. La sera del 28 deve esibirsi. Non arriverà mai a destinazione.
Gli stessi amici preoccupati chiamano la Polizia newyorkese, che trova Goldstein sul letto privo di vita. Accanto a lui, dirà la stampa, “drug paraphernalia”: una pipa da crack, medicinali tipo Xanax. Sono le 5 e 20 del pomeriggio. DJ AM esce di scena nel modo più drammatico. Aveva 36 anni.

Goldstein era noto per essere stato “pulito” per oltre undici anni. Stava anche lavorando a un serial per MTV. Un reality sul recupero di giovani affetti da tossicoipendenze, prodotto da Gigantic TV, società specializzata in format per i network televisivi. In un annuncio del 29 giugno sul proprio sito, cercava persone tra i 18 e i 23 anni con problemi di dipendenze. Goldstein aveva di recente affermato di essersi ritrovato per le mani per la prima volta dopo tanti anni una pipa da crack proprio per le riprese del programma di cui sopra. Si era sentito come protetto da un angelo custode, per essere sopravvissuto al suo passato.

Il feed Twitter rimasto fermo al 25 agosto è ora sparito dal sito ufficiale www.djam.com. Le animazioni sulla home page continuano a muoversi come se nulla fosse.
Alla pagina del blog, l’ultimo post è ancora quello del casting, di fine giugno.

Per qualcuno la morte di Goldstein è un “giallo” estivo.

Nell’ultimo post su Twitter, quello del 25 agosto, Adam dice: “New york, new york. Big city of dreams, but everything in new york aint always what it seems“.
Forse mentiva prima di tutto a se stesso, sull’”essere pulito”. O forse no. Di certo, un sopravvissuto a un disastro aereo come minimo prende qualche pillola per combattere gli stati ansiosi. Chissà se AM sapeva che Xanax e simili sono un pericolo per chi è uscito da un passato di tossicodipendenza.

Forse, nella “città in cui le cose non sempre sono come sembrano”, quel suo “angelo custode” ha avuto un attimo di distrazione, e un tanto beffardo quanto crudele scherzo del destino si è portato via DJ AM.

Reviews: ReArz – “Spered”

Artist: ReArz
Title: Spered
Year: 2008
Label: Coop Breizh
More info: www.myspace.com/rearzgroup

Five tracks for a project with an international feel: strings, electronics, voices, guitar, accordion, sampling are just some of the elements used for a wonderful fusion that takes the best out of different traditions and looks to the future, in an original mix which cannot be easily compared to other material (apart maybe for Afro Celt Sound System, in “Stone Dance”).
Behind it there is the Arz Nevez project, a string quartet plus guitar, led by Breton Yves Ribis, from Lorient. And the meeting with Italians Maurizio Piazza (co-producer of the whole work with Ribis) and Dj Brahms (which adds sampling to “Stone Dance”). But also some other interesting guests: Bring’s of Monkey B – a French hip-hop combo, in “Utopie” – and world famous Nepalese sitar player Bijaya Vaidya (in “Battle of Gods”).
The only negative bit? The disc is just twenty-five minutes long. When will we see a full album?

Recensioni: ReArz – “Spered”

Artista: ReArz
Titolo: Spered
Anno: 2008
Etichetta: Coop Breizh
Riferimenti: www.myspace.com/rearzgroup

Cinque pezzi per un progetto di respiro internazionale: archi, elettronica, voci, chitarra, fisarmonica, sampling sono alcuni degli elementi usati per una splendida fusione che prende il meglio da diverse tradizioni e guarda al futuro, in un mix originale che non è agevole comparare ad altro materiale in circolazione (a parte forse gli Afro Celt Sound System, in “Stone Dance”).
Dietro c’è il progetto Arz Nevez, quartetto d’archi più chitarra, guidato dal bretone Yves Ribis, da Lorient. E l’incontro con gli italiani Maurizio Piazza (coproduttore del lavoro con Ribis) e Dj Brahms (che apporta campionamenti in “Stone Dance”). Ma anche con altri ospiti di lusso: Bring’s dei Monkey B – esponente dell’hip-hop d’oltralpe, in “Utopie” – e il sitar di Bijaya Vaidya, nepalese di fama internazionale (in “Battle of Gods”).
L’unica pecca? Il lavoro dura solo circa venticinque minuti. A quando un album completo?

A voice from the Moon

Buzz Aldrin on the Moon, July, 1969 Musicblob normally doesn’t host audio files. This is the first exception and we are not talking of a music file but a spoken word track about 3 minutes long.

It is the historical recording of Neil Armstrong, Buzz Adrin and Michael Collins’s Moon landng: the Apollo 11 mission. It was July 20, 1969: 40 years ago.

Sugar Tax

Bits like “The Eagle has landed” and “That’s one small step for a man… One giant leap for mankind” these days can be easily found as mp3s. In the peer-to-peer underground and other places. This is public domain material, as most of the production of NASA and other US government agencies.

The OMD Singles

Fragments of these recordings have been sampled in many occasions: the best example is “Apollo XI” by OMD (Orchestral Manoeuvres in the Dark), from the album “Sugar Tax” (1991) subsequently remixed in “big beat” style, as shown in “The OMD Singles” collection, released in 2003.

You can find the mp3 format recording here.

Photo: Buzz Aldrin on the Moon, July, 1969. NASA.This file is in the public domain because it was created by NASA. NASA copyright policy states that “NASA material is not protected by copyright unless noted”.

La voce della Luna

Buzz Aldrin sulla Luna, luglio 1969 Musicblob di solito non ospita file audio. Questa è la prima eccezione e non si tratta di un file musicale ma di una traccia di circa tre minuti di parlato.

Si tratta della registrazione dello storico allunaggio di Neil Armstrong, Buzz Adrin e Michael Collins: l’equipaggio dell’Apollo 11. Era il 20 luglio 1969: esattamente quarant’anni fa.

Sugar Tax

Oggi come oggi anche storiche frasi come “The Eagle has landed” e “That’s one small step for a man… One giant leap for mankind” circolano tranquillamente come mp3. Nel sottobosco del peer-to-peer e non solo. Pur essendo peraltro materiale di pubblico dominio, come gran parte di ciò che “sfornano” la NASA e le altre agenzie governative statunitensi.

The OMD Singles

Brani di queste registrazioni sono stati peraltro campionati più volte: il più bell’esempio è “Apollo XI” degli OMD (Orchestral Manoeuvres in the Dark), nell’album “Sugar Tax” (1991) di cui esiste anche un successivo remix “big beat” reperibile nella raccolta “The OMD Singles” del 2003.

Potete trovare qui la registrazione formato mp3.

Immagine: Buzz Aldrin sulla Luna, luglio 1969. NASA, Pubblico Dominio. This file is in the public domain because it was created by NASA. NASA copyright policy states that “NASA material is not protected by copyright unless noted”.

A playlist for your Spotify: “Cyberpunk”

The present post marks a new MusicBlob feature: a playlist for Spotify users; Spotify is the streaming music juke-box in perfectly complaining with copyright laws.
While available in certain countries only as a “Premium” fee service, in some territories it is available as a “free” ad-supperted program.Science of the Gods

Our first playlist is called “Cyberpunk” and it mainly features electronica, including some well known tracks (Eat Static, a real jungle classic…) and some lesser known names (Spor) which still perfectly fit the theme.

Cyberpunk Nout Heretik brings a track whose title is identical to our playlist but the sound is more on the gabber side… while The Kilngonz represent (how do we define that?) …an ambient industrial!? ;) moment that goes on also in a track by Katharsis.

What has Billy Idol’s “Shock to the system” to do with all this?
It definitely fits, and not just because it comes from an album titled “Cyberpunk”, but also because Idol was the first among the big names – it was December 1998 – to act as a pioneer in the mp3 revolution. A guy who really “shocked the system”: a cyberpunk in his own right.

Spotify - playlist "Cyberpunk" by Nicola Battista

You can find the “Cyberpunk” playlist here:
http://open.spotify.com/user/djbatman/playlist/0sTZG82gQdNg2sdUTeSTOK

Playlist per Spotify: “Cyberpunk”

Inauguriamo una nuova iniziativa aperiodica di MusicBlob: una playlist per gli utenti di Spotify, il juke-box in streaming perfettamente in regola con diritti d’autore e connessi.
Per gli utenti italiani purtroppo è disponibile solo nella versione a pagamento, mentre in alcuni altri paesi è disponibile anche in versione “free” supportata dalla pubblicità. Science of the Gods

La prima playlist si intitola “Cyberpunk” ed è composta principalmente da pezzi elettronici, tra cui un paio conosciuti (Eat Static, un vero classico jungle…) e cose meno note ma perfettamente a tema (Spor).

Cyberpunk Nout Heretik apporta un altro pezzo il cui titolo è omonimo a quello della nostra playlist, ma il sound qui verte sul gabber… mentre The Kilngonz rappresentano un momento di (come definirlo?) …industrial d’ambiente!? ;) che prosegue in un altro brano firmato Katharsis.

Che c’entra in questo “Shock to the system” di Billy Idol?
C’entra, e non solo perché arriva da un album intitolato “Cyberpunk”, ma perché Idol fu forse il primo tra i primi grandi nomi – era il dicembre 1998 – a farsi alfiere della rivoluzione mp3. Un tipo che uno “shock al sistema” l’ha dato: cyberpunk di diritto, insomma.

Spotify - playlist "Cyberpunk" by Nicola Battista

Potete trovare la playlist “Cyberpunk” qui:
http://open.spotify.com/user/djbatman/playlist/0sTZG82gQdNg2sdUTeSTOK

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