Il Canada è per la musica libera

Articolo di Nicola D'Agostino
Tematiche: copyright, download, news, personaggi

Se ne è parlato poco sui mezzi d’informazione internazionali e ancora meno su quelli italiani ma negli ultimi mesi il Canada si sta dimostrando uno degli stati più aperti ed illuminati sulle questioni di condivisione di musica, copyright e politiche di mercato e legali. Già a gennaio c’è stato un segnale significativo: Nettwerk, gigante del management musicale canadese si è offerto di coprire tutte le spese di una quindicenne accusata di filesharing dalla RIAA, l’associazione dell’industria discografica statunitense. La causa verteva sulla copia di un brano di Avril Lavigne che in Canada è rappresentata proprio da Nettwerk.

Everything to Everyone Qualche mese dopo, a giugno, la posizione ragionevole e rilassata di una larga fetta di autori professionisti canadesi (più di 500) si è cristallizzata e ha acquisito forza trasformandosi in una coalizione e sopratutto in una “lettera aperta sul copyright” che invoca leggi sul copyright più equilibrate, il ripristino del fair use per i consumatori e per gli artisti invece di tanto DRM, protezioni e divieti.

In prima fila nella coalizione c’è Steve Page, leader della formazione pop-rock canaede dei Barenaked Ladies che proprio in questi giorni hanno diffuso liberamente e in anteprima su Internet un brano dal loro prossimo disco, “Barenaked Ladies Are Me”, in versione remixabile con quattro tracce separate. Non sono i primi a farlo: gli anni scorsi Trent Reznor dei Nine Inch Nails aveva reso disponibile in formato GarageBand, invitando i fan al remix, il brano The Hand That Feeds a cui era seguito sia un contest non ufficiale che un secondo pezzo di Reznor, Only.

La traccia remixabile dei Barenaked Ladies è più di un esperimento: rilasciata sulla pagina su MySpace del gruppo (il che la dice lunga sulla loro perspicacia e sintonia coi tempi) sarà seguita da altro materiale gratuito manipolabile e il disco stesso verrà venduto oltre che su supporti fisici anche in versione digitale con due tracce aggiuntive.

Le mosse illuminate di Page, dei Barenaked Ladies e della coalizione canadese sono però solo una delle tante battaglie di una guerra globale lunga e agguerrita che va avanti da mesi e verte oltre che sul mercato e sul copyright anche sui diritti dei cittadini. E’ una guerra il cui esito è incerto sia per l’accelerazione che il digitale sta imprimendo al settore ma anche per gli ingenti interessi e i potenti mezzi di etichette e organizzazioni di musica e film, che fanno difficoltà a venire a patti con una realtà in mutamento e continuano a vedere il pubblico come consumatore. O come pirata.

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