Distributori digitali – 11 – Ruckus
Articolo di Nicola BattistaTematiche: distributori digitali, download
Un po’ eMusic, un po’ Napster: così potremmo definire Ruckus, noto anche come Ruckus Network, servizio che aspira a conquistare la fascia di mercato dei giovani puntando espressamente sui college e sugli studenti.
Nei giorni più bui del caso Napster e dei crackdown contro singoli utenti rei di aver usato ed abusato di sistemi informatici scolastici per scaricare musica e altri tipi di file a più non posso, durante e oltre l’orario scolastico, emerse in più occasioni che in effetti alcune istituzioni come scuole e università cominciavano a vedere come un serio problema l’immenso spreco di banda dovuto all’immenso traffico di bit organizzato dagli studenti sui computer scolastici.
Come limitare il problema?
Molte università hanno risolto affidandosi ad accordi con Napster, che ha offerto loro accessi per tutti gli iscritti inclusi nelle tasse universitarie (cosa che ha ricevuto l’apprezzamento dei discografici ma che è stata criticata da più parti).
Ruckus ha cercato di fare qualcosa di analogo, partendo in sordina e negli ultimi tempi lanciandosi verso sfide ancora più ardue.

Il paragone con eMusic deriva dal fatto che Ruckus ha puntato da subito sugli abbonamenti piuttosto che sui singoli download: proprio eMusic fu tra i pionieri del settore, ma sempre lei rischiò di chiudere bottega perché i troppi download fatti dai singoli utenti creavano problemi (un download ha un minimo di costi fissi: in particolare i diritti di riproduzione meccanica e nel caso di eMusic anche altre voci) e finivano per annullare gli introiti del trimestre.
Ruckus è partito con abbonamenti a costo contenuto e pagati per lo più direttamente dalle scuole.
Il sito fornisce – gratuitamente a tutti gli studenti di college, dal gennaio 2007 – un player scaricabile e l’accesso a due milioni di brani legali: ci sono indipendenti più o meno noti ma anche le major: Eminem, Beyoncé, Justin Timberlake. Ma anche i nostrani Agua Calientes e Shadrach [che è lo pseudonimo del "nostro" Nicola D'Agostino, ndr].
Un sospiro di sollievo per i responsabili delle reti universitarie: il filesharing viene limitato perché ciò che si condivide sono le playlist, non i brani digitali.
Non proprio brillante il sistema adottato: basandosi su PlaysForSure e quindi sul DRM Microsoft e non esistendo il modo di gestire su Macintosh un sistema di subscription di musica digitale con questo tipo di protezione, gli utenti Apple sono tagliati fuori dal sistema e nelle FAQ del sito viene loro consigliato – qualora dispongano di processore Intel – di far girare Windows XP(!).
I brani, inoltre, non sono trasferibili su cd: per chi volesse acquistarne copie masterizzabili, una partnership con Buy.com mette a disposizione l’acquisto dello stesso pezzo su quest’ultimo sito (perché allora non vendere direttamente singoli download in altro formato, facendoli pagare e codificandoli come fa Buy.com, che peraltro si fornisce dagli stessi discografici e distributori che “popolano” i contenuti di Ruckus?).
Gli ultimi sviluppi prevedono un abbonamento gratuito disponibile per tutti gli studenti, anche di università che non hanno accordi con Ruckus, purché abbiano a disposizione una mailbox presso l’istituzione. Altra novità sarebbe la possibilità di trasferire i file su lettori esterni, per la modica cifra di 5 dollari al mese o 19.99 a semestre. In precedenza il costo mensile era di 5.99 dollari e i brani non erano trasferibili dal computer.
Interessante il servizio Video On Demand (a pagamento e riservato ai soli studenti delle università che hanno accordi diretti con Ruckus) con film hollywoodiani completi, anche se in buona parte non di primissimo piano. Un accordo con la Warner in atto dal 2005 ha fortunatamente portato in dote titoli come The Matrix, Batman Begins e altri ancora.
Un tentativo decisamente apprezzabile di fornire legalmente e a prezzo contenuto (un semestre di abbonamento costa meno di un film in DVD) pellicole digitali agli utenti giovani e squattrinati.
Immagine tratta da www.ruckus.com.
Full disclosure: il progetto Shadrach è di Nicola D’Agostino, fondatore e autore di Musicblob con Nicola Battista, autore del presente articolo e titolare di Kutmusic, label che ha pubblicato e pubblica il progetto. La distribuzione digitale di Agua Calientes e Shadrach su Ruckus e diversi altri servizi è curata da Nicola Battista.

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