Un piccolo dettaglio chiamato The Null Corporation

Tutti parlano dei lavori rilasciati dai Nine Inch Nails dopo la “fuga dalla major”, ma c’è un piccolo dettaglio rimasto sinora in ombra.
Si chiama “The Null Corporation” ed è la nuova etichetta discografica a cui appartengono le uscite di Trent Reznor in questi mesi del 2008, è citata anche sul canale YouTube della band.

Le uscite ufficiali dell’etichetta, il cui nome rientra nella tradizione minimal-nichilista di Reznor, sono i due lavori “Ghosts I-IV” e “The Slip” nonché il brano che anticipato quest’ultimo, “Discipline”, primo singolo “libero” in assoluto.

La voce di Wikipedia precisa che The Null Corporation rilascia dischi sono solo in forma digitale e che l’etichetta

non opera nello stile delle case discografiche tradizionali e che si accorda con altre compagnie per la creazione di copie fisiche

il che chiarisce come siano state effettivamente prodotte e gestite le versioni in CD e vinile di Ghosts “I-IV” e lo saranno quelle di “The Slip”.

Sempre Wikipedia fa notare The Null Corporation

può essere considerata un’etichetta “di rappresentanza” anche se è gestita interamente dall’artista e non appartiene ad una corporazione

con chiaro riferimento alla precedente Nothing Records, divisione di facciata, ma con i dischi che venivano pubblicati dalla Interscope, del gruppo Universal: un altro piccolo e significativo dettaglio della nuova libertà di Reznor.

Foto tratta dall’account ufficiale su Flickr dei Nine Inch Nails

Mia figlia vuole sposare uno dei Lùnapop. Ovvero: una piccola grande lezione di critica musicale

Questa non è una recensione, così come “Mia figlia vuole sposare uno dei Lùnapop (non importa quale)” di Roberto “Freak” Antoni non è un instant book o tantomeno un libro comico.
Il testo, scoperto grazie ad una illuminata biblioteca, è piuttosto un’analisi della poetica e della produzione della band bolognese dei Lùnapop e del loro successo commerciale in una prospettiva squisitamente diacronica.

copertina Mia figlia vuole sposare uno dei Lunapop “Mia figlia vuole sposare uno dei Lùnapop” offre al lettore un menù ricco e variegato che va ben al di là dei prevedibili aspetti umoristici o di lieve polemica con quello che è stato il fenomeno pop a cavallo del 2000.

Il leader degli Skiantos sfrutta infatti la scusa dei Lùnapop e di una figlia adolescente e fan della band per dipingere un quadro a tutto tondo sì del gruppo capitanato da Cesare Cremonini con atteggiamento estremamente aperto e smaliziato: nelle 170 pagine si trova una disamina a tutto tondo di musica, parole, immagine, strategie del gruppo e accenni anche all’humus cittadino e culturale da cui proviene senza disdegnare persino parallelismi (nemmeno troppo azzardati) della rivelazione commerciale in oggetto con le “boy band” degli anni ‘60, Beatles e Stones e degli anni ‘80, Duran Duran e Spandau Ballet.

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La Magnatune ed i sorgenti della musica

In “Decompilare l’opera: un dialogo informale su musica, spartiti e sorgenti” ci si chiedeva:

cosa fosse il sorgente in campo musicale (a parte lo spartito ovviamente)… nel senso che per es. per le cose che faccio io il sorgente può essere un file .acd di Acid con una serie di campionamenti. Per un altro il sorgente è un file MIDI; per un multitracciato mixato i sorgenti sono le singole tracce audio (singoli file wav, aiff ecc. oppure tracce separate su nastro o altro supporto) per un altro ancora un altro tipo di cosa.

logo MagnatuneÈ una questione che emerge anche da una dettagliata analisi dell’illuminata etichetta discografica indipendente Magnatune.
Fondata da John Buckman, la Magnatune opera online, pratica prezzi flessibili e aggressivi, contempla il filesharing promozionale, si oppone al DRM, permette l’uso del suo catalogo sotto Creative Commons (per fini non commerciali, però) e in generale spinge il concetto di “open music” anche incoraggiando i suoi artisti a rilasciare “il sorgente” delle tracce.

John BuckmanCome fa però notare l’autore dell’analisi della Magnatune, Michael Holloway:
’sorgente” è un concetto importato dalla creazione di software e si riferisce al linguaggio originale del programma. Nel contesto musicale aperto il sorgente può essere lo spartito, il testo, i file MIDI, i campioni o i file audio traccia per traccia che compongono un’incisione

Buckman, che è nel direttivo dell’EFF non può che confermare questa situazione di empasse tecnologico e concettuale

perlopiù perché i musicisti non hanno il sorgente, ce l’ha il tecnico del suono; e inoltre non ci sono file in un formato standard.

ccMixterLa dura realtà è che per ora la Magnatune offre ciò che può e come può, con tracce individuali remixabili
del (solo) 10% dei suoi brani attraverso il servizio-community online ccMixter.org legato a Creative Commons.

Foto di John Buckman tratta da www.eff.org. Loghi di Magnatune e ccMixter tratti dai rispettivi siti web.

Hey, there’s pirate music in my Qtrax…! A Musicblob exclusive

The last find about that improbable digital distributor called Qtrax happened here at Musicblob this morning: there’s apparently pirate music in Qtrax (!).

Pirate what? Qtrax theorically should be the legalization of peer-to-peer legalizzato, meaning that if someday they ever allow downloading of a Madonna album (everbody is wondering if they ever will be able to do that…) the copyright owners involved would be compensated with the supposed advertising money.

But there seems to be a problem when somenthing that shouldn’t exist at all appears on the market among official releases.
By entering “KLF” in Qtrax, one can find several tracks from the British duo formed in late 1980s – early 1990s by Bill Drummond and Jimmy Cauty.

White Room

Most of this material comes out of compilations and “The White Room” album which, probably for some contractual reasons, remained available in USA despite the whole record catalogue of this group has been deleted and withdrawn from the market several years ago by the artists themselves.

But, incredibily, “Ultra Rare Trax” can be seen listed as if it was an official release; this is a compilation of rare and alternated versions circulated on cd in 1993. Examining band discography, one can see that it is a bootleg, and it is even part of a larger series with the same title. Even if these cds were professionally printed, the tracks were often ripped off vinyls.
This material may be loved and sought by hardcore fans, but entirely illegal. Finding it in Qtrax – even if not currently downloadable for the known troubles with this service – surely seems weird and rises more doubts on the genuineness of the project.
Looking for “Ultra Rare Trax” more similarly unofficial publications appear about Orb, Kraftwerk, Duran Duran, Frankie Goes To Hollywood, Erasure, OMD.

Not mentioning royalty payments (we doubt that Qtrax went back to the real copyright owners of the tracks included in these pirate collections) one might wonder: where did they find the master recordings, did they buy them off some market stall?

Pictures take from the Qtrax software, freely downloadable at www.qtrax.com.

Toh, c’è musica pirata in Qtrax…!

L’ultima scoperta sull’improbabile distributore digitale denominato Qtrax è capitata per caso a noi di Musicblob stamattina: c’è musica pirata in Qtrax (!).

Pirata in che senso, direte voi? Qtrax in teoria dovrebbe essere peer-to-peer legalizzato, quindi se mai un domani dovesse concedere di scaricare un album di Madonna (e chissà se mai ci arriveranno…) i titolari dei relativi diritti verrebbero compensati dai fantomatici introiti pubblicitari.

Il problema però si pone quando qualcosa che proprio non dovrebbe esistere viene a trovarsi sul mercato tra le uscite ufficiali.
Digitando “KLF” in Qtrax si trovano diversi brani del duo britannico formato a fine anni ‘80-inizio anni ‘90 da Bill Drummond e Jimmy Cauty.

White Room

Per la maggior parte materiale che arriva da compilation e dall’album “The White Room” che, probabilmente per qualche motivo contrattuale, in America da sempre è rimasto reperibile nonostante nel paese d’origine l’intero catalogo discografico della formazione sia stato ritirato dal mercato diversi anni fa per volere degli artisti stessi.

Se non che, incredibilmente, viene listato come fosse un disco ufficiale “Ultra Rare Trax”, compilation di brani rari e versioni alternative circolata su cd nel 1993. Come si può rilevare consultando una discografia del gruppo, è un bootleg, peraltro parte di una corposa serie con lo stesso titolo. Anche se questi dischi erano stampati professionalmente, i brani erano spesso masterizzati da vinile.
Materiale amato e ricercatissimo dai fan più accaniti, ma del tutto illegale. Trovarselo davanti su Qtrax – anche se non scaricabile al momento per i noti problemi del sito – fa un certo effetto e solleva ulteriori dubbi sulla genuinità del progetto.
Cercando “Ultra Rare Trax” vengono fuori analoghe pubblicazioni non ufficiali dedicate a Orb, Kraftwerk, Duran Duran, Frankie Goes To Hollywood, Erasure, OMD.

A parte il pagamento delle royalties (dubitiamo che Qtrax sia risalito ai reali aventi diritto dei brani contenuti in queste raccolte pirata) viene anche da chiedersi: ma i master dove li avranno recuperati, sulle bancarelle?

Immagini tratte dal software Qtrax, scaricabile gratuitamente da www.qtrax.com.

Sampling in memoria di Aldo Moro

Il 16 marzo 2008 gli organi di stampa hanno ricordato il trentesimo anniversario del tragico eccidio di Via Fani e del rapimento di Aldo Moro.
Che c’entra questo con la musica campionata? Dieci anni fa, nel 1998, forse non a caso nell’occasione del ventesimo anniversario da quei fatti che segnarono la storia italiana e sui quali tuttora ci sono ampie zone d’ombra, usciva uno strano brano, insolito per la scena musicale italiana anche dell’epoca, a metà tra elettronica e rock, firmato dai Denzoe.
Apparso su un sampler (n.6) della rivista Rock Sound, viene incluso anche in un album (”Denzoe”, su Mad/CGD) lo stesso anno.
Tra suonini elettronici e furiose schitarrate, il breve testo ripete: “La radio trasmette un grido / Forte / Nell’aria risuona un grido / Forte / Anche alla TV / Sento un grido / Forte / Forte Silenzio sale un grido / Forte / Forte”; a circa due minuti e mezzo, prima del rientro del doppio ritornello finale (ahh, le regole d’oro dei KLF…) sopra quello che potrebbe essere lo spazio per un breve assolo compare un inquietante sample radiofonico: “Interrompiamo le trasmissioni per una drammatica notizia che ha dell’incredibile: il presidente della Democrazia Cristiana, l’onorevole Aldo Moro, è stato rapito poco fa a Roma da un commando di terroristi”. Dovrebbe trattarsi di un paio di frammenti della voce di Cesare Palandri, il giornalista che la mattina di quel tragico 16 marzo si trova a dare per primo la notizia in radio, al GR2.
Dopo un secondo album datato 2001 (”Ad Occhi Chiusi“, Afrodite/Self) dei Denzoe si perdono le tracce; il brano forse non è mai arrivato al grande pubblico ma meriterebbe decisamente di essere riscoperto (come mai non è in iTunes, per dirne una?).

ESCLUSIVA DI MUSICBLOB: LADYWALLACE, LA PRIMA CANTANTE VIRTUALE DI IMVU

LadyWallace è una cantante trentatreenne proveniente dal Regno Unito. Ma è anche un avatar 3D sul sito di chat/mondo virtuale IMVU. Nicola (Dj Batman) Battista di Musicblob l’ha incontrata il 25 febbraio 2008, in una delle sue stanze digitali, una specie di isola sospesa nel cielo. L’avatar era stranamente equipaggiato con armi da fuoco. ;)
Di lei è uscito un singolo digitale, “Lady Wallace Sings” su etichetta Artificial Bliss ed esiste una (obbligatoria, di questi tempi) pagina MySpace.

MusicBlob: Mi hai già detto che sei interessata a produrre un cd della tua musica…

LadyWallace: Sì, non appena il mio album sarà completo, verrà reso disponibile come download, naturalmente, ma mi piacerebbe anche stampare un po’ di CD.

MB: L’album è già sotto contratto con Artificial Bliss, o magari lo produrrai da sola, o forse sei anche in cerca di altri produttori?

LW: Decisamente. L’input di altri produttori è qualcosa che sono ansiosa di provare sui miei progetti. Fino ad ora, ho sempre coprodotto con mio marito (Lord Wallace).

MB: Quindi… c’è anche un Lord Wallace :) Non lo sapevo.

LW: Certo che c’è :D Anche se non virtuale… hehe.

L'isola di Lady Wallace in IMVU - Immagine catturata da Nicola Battista in IMVU

MB: Qualcuno tra voi due ha esperienze precedenti di registrazione o esibizioni dal vivo?

LW: Sì, diverse.

MB: Per quanto tempo avete fatto musica fuori da IMVU, allora?

LW: Stiamo stati entrambi musicisti di professione sin da quando abbiamo finito il college. (un brano comincia a scaricarsi e a suonare nella stanza IMVU) Il pezzo che sto suonando è suo.

MB: E quindi quanti anni di esperienza?

LW: Beh, abbiamo iniziato a studiare quando avevamo entrambi circa 5 anni…

LW: Abbiamo cominciato a fare concerti quando eravamo teenager, poi a 19 anni lui è andato sulle navi da crociera; Io sono rimasta al college. In seguito, parecchio insegnamento, diversi concerti e registrazioni. Poi ci siamo messi insieme e ci siamo sposati.

MB: Hmmm, rumori dark ambient… e un loop di chitarra funky.

LadyWallace: hehe

MB: Questo pezzo non sarebbe fuori posto in qualche film “blaxploitation” anni ‘70… :) Mi piace.

LW: Hehe, è ciò che sa fare meglio… ;)

Lady Wallace intervistata da Dj Batman - Immagine catturata da Nicola Battista in IMVU - (c) MusicBlob

MB: Interessante. Quali sono le tue fonti d’ispirazione?

LW: La più grande è stata vedere Elvis in TV quando ero molto, molto piccola. Sono stata molto influenzata anche dalla musica di Joni Mitchell.

MB: Elvis… hehe.

LW: Sì, mi ha davvero ispirato moltissimo.

MB: Adoro alcune delle sue cose… ma non penso che molta gente parlerebbe di lui come fonte d’ispirazione, di questi tempi.

LW: Avevo circa 3 anni quando ho sentito la sua musica per la prima volta. Direi che sia stato ciò che mi ha spinto a cantare.

MB: I Beatles forse, quelli si possono usare come fonte d’ispirazione per qualsiasi cosa, dall’elettronica al metal… percaso qualcosa di loro è tra ciò che ti ha influenzato? Hehe… e scusa per la domanda stupida :)

LW: I Beatles? Hmm, adoro le loro cose, ma preferisco di gran lunga gli Stones… hehe.

MB: Ahhh sei una fan degli Stones… naturalmente ognuno deve prendere posizione nell’eterna lotta tra i due gruppi (per la cronaca, io sto dall’altra parte ;))

LW: haha.

MB: E tuo marito? Da quello che mi hai fatto ascoltare direi Isaac Hayes o qualcosa del genere. :)

LW: Per lui James Brown, decisamente. Comunque gli piace un po’ tutto il funk “old school”.

MB: Sì, si sente il sound di Mr.Dynamite’s che esce da queste note… i JB’s.

LW: Non fraintendermi, comunque, adoro la musica dei Beatles. La tecnica di composizione dei brani è geniale.

MB: hehe.

LW: Solo che gli Stones sembrano avere più “palle”, per qualche motivo.

MB: Un atteggiamento diverso, huh?

LW: Sì, direi di sì.

Lady Wallace - Immagine catturata da Nicola Battista in IMVU - (c) MusicBlob

MB: …e tra gli artisti attuali? Qualcuno che apprezzi o che potrebbe essere d’ispirazione?

LW: A essere onesti, non c’è molta roba veramente moderna che ascolto, e quando lo faccio, di solito sono artisti sconosciuti o senza etichetta che ho scoperto in Rete.

LW: Al momento il mio preferito è Bobby Darin :D – non esattamente moderno, comunque.

MB: C’è molta musica sconosciuta ma estremamente interessante, in giro su siti e social network…

LW: Verissimo, ho fatto parte di varie community musicali online e ho trovato dell’ottima musica e artisti dotati di talento.

MB: Inoltre, le major di questi tempi sembrano più concentrate sulla ricerca di un nuovo modello di business e/o a tagliare il numero di dipendenti, che a far uscire della buona musica…

LW: Decisamente. Con le major, abilità artistiche e creatività vengono dopo il fare soldi.

MB: Quando pensi di avere abbastanza materiale per far uscire un album? Nel corso dell’anno?

LW: Sì, forse intorno a Natale, spero :D

MB: ok. Spero che il resto dell’album sia buono quanto il singolo… hai in mente di fare anche altri video in IMVU?

LW: Sì, al momento sto lavorando a due film – un altro video musicale, e un breve film d’azione. :D

MB: Vedo che hai un interesse per le armi da fuoco digitali. ;) E la stanza che mi hai mostrato sembrava andare sullo stesso genere, eh?

LW: Sicuro. Heh ho parecchi posti come quello. Credo che la gente ormai se lo aspetti…

MB: Ti rivedremo presto anche su YouTube, allora. :)

LW: Oh sì, YouTube è sicuramente una grande risorsa. Lì ho anche molti dei miei altri filmati.

MB: Uhmmm… sei rimasta un po’ intrappolata nel tuo personaggio? La gente si aspetta di rivederti ancora con delle armi?

LW: Hehe, no, non è così. Le armi sono divertenti, comunque.

MB: ok…

LW: In genere la gente da me si aspetta di vedere stanze interessanti, e di solito in queste stanze ci divertiamo molto.

MB: Beh… grazie della disponibilità, Lady… spero di vedere e ascoltare presto il tuo nuovo materiale e… grazie anche per non aver sparato al mio avatar… non mi capita troppo spesso di parlare con qualcuno che imbraccia armi da fuoco mentre parliamo di musica… ;)

LW: heh, non preoccuparti, le sicure sono rimaste inserite per tutto il tempo ;)

A questo punto in teoria l’intervista era terminata. Prima di andare, LadyWallace chiede se l’intervistatore aveva sentito alcuni brani da lei suonati, e quanto pare qualche pezzo era saltato. Allora lei lo risuona… E’ un brano per piano e voce.

LW: Riesci a sentirlo, ora?

MB: Oh sì :) Carino. Bella voce e registrazione di buona qualità…

LW: Ci sono stati circa 22 remix di questo pezzo… LOL

MB: haha! Hmmm, spero che i 22 remix non siano stati necessari perché la traccia originale era scadente! ;)

LW: Hehe no, c’è stato un concorso di remix uno o due anni fa. Ne ho uno qui, ma la qualità non è buona, è stato un inferno creare un file così piccolo… E’ una versione dance…

MB: Lo so, sto cercando di caricare un po’ di musica della mia etichetta su IMVU… ma è così scadente… 2 Mb…

LW: Sì, lo so… 2 Mb sono troppo pochi.

MB: Non puoi fare file di qualità dei miei mix più estesi che pesano intorno a 9mb in formato mp3 a 320kbps…

LW: Esattamente.

MB: Un concorso! Forte!

LW: Hehe…

MB: Forse dovresti raccogliere tutti quei remix su un cd?

LW: Era di un qualche sito in Polonia.

(Si sente un altro brano… stavolta a quanto pare con breakbeat campionati e un’atmosfera latin jazz)

MB: Quello che sto sentendo è uno dei remix ?

LW: No. E’ un altro brano.

MB: Ok.

LW: L’ha prodotto mio marito…

MB: Wow… di classe.

LW: Ohh grazie :D Mi piacerebbe fare altro materiale del genere… e anche cose ambient. Di nuovo, la compressione ha un po’ mandato a quel paese la qualità…

MB: Questo pezzo ha del funk sotto, ma è più come certi brani anni ‘90 o come alcuni progetti acid jazz attuali…

LW: Certamente. Mio marito è specializzato in bassline ritmate… anche se è un pianista. Fa tutto alla tastiera.

MB: Sì, sento la stupida compressione… il solito suono metallico sulle frequenze alte e tutto quanto…

LW: hehe.

MB: Sono certo che label come la ESL in USA o la Irma in Italia adorerebbero questo stile.
:)

LW: LOL… Forte.

MB: Piace anche a me… nessun campionamento?

LW: No solo qualche sample di batteria. Tutto il resto è suonato su tastiera. In questo brano, comunque, la batteria è un insieme di parecchi campionamenti.

(Stavolta l’intervista è finita per davvero… siamo certi che presto sentiremo dell’altra buona musica firmata Lady Wallace!)

Immagini originali di Nicola Battista (c) MusicBlob. Immagine di copertina di “Lady Wallace Sings” tratta da http://www.audiorascal.com/release.php?release=40&artist=Lady%20Wallace. Grazie a Lady Wallace per l’intervista e per averci concesso l’uso delle immagini.

L’offerta di Reznor

All’inizio dell’ottobre 2007 Trent Reznor, meglio noto come anima dei Nine Inch Nails, si era fatto notare come una delle voci più veementi nella cosiddetta “fuga dalle major”.

Ghosts - copertinaReznor all’epoca non aveva, come i Radiohead, un disco pronto da proporre ma promise che non si sarebbe più affidato alle case discografiche e che avrebbe avuto “un rapporto diretto con il suo pubblico.”
Cinque mesi dopo la promessa è stata mantenuta: la sua nuova uscita, Ghosts I-IV, è stata annunciata con distribuzione indipendente e coordinata tramite il sito web dei Nine Inch Nails.

Al di là della coerenza e del (relativo) coraggio di Reznor, è degna di analisi la strategia di distribuzione con cui Ghosts, che è una raccolta strumentale di ben 36 brani, viene ora proposto. Il musicista ha fatto tesoro della lezione di Internet fondendola con l’esperienza discografica tradizionale. Nella sua prima sortita libera dalle etichette ha puntato sulla diversità dell’offerta, dal gratis all’ipercostoso, implementando per sé e per il suo pubblico le idee delle major e proseguendo al contempo con coerenza rispetto al passato: i dischi dei Nine Inch Nail sono noti per essere estremamente curati nel design e nel packaging nonché disponibili in versioni speciali.

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