Adam Michael Goldstein, DJ AM, è il dj delle celebrità. Già fidanzato con Nicole Ritchie e poi Mandy Moore; amico di Paris Hilton, star dei club ma anche e soprattutto di feste private organizzate da nomi come Jim Carrey, Jennifer Lopez, Demi Moore, Leonardo DiCaprio. Ospite di lusso in dischi altrui, per nomi come Madonna e Will Smith.
Un passato oscuro: dall’infanzia fatta di abusi verbali da parte del padre (poi morto di AIDS) agli anni della droga, quando il giovane Goldstein tenta anche il suicidio con una pistola che per fortuna non funziona. “Miracolato” più volte: il mancato suicidio; il pieno recupero dalla tossicodipendenza. Infine, nel 2008, addirittura sopravvive a un grave incidente aereo.
Tra le sue collaborazioni, un set dal vivo con Travis Barker, batterista dei Blink 182: dj & batteria, un connubio quasi più unico che raro, sotto la sigla TRVSDJ-AM. Tra l’altro, anche Barker era un sopravvissuto dello stesso incidente aereo.
Un piccolo grande onore il 23 agosto 2009, quando si trova a effettuare il primo lancio a una partita dei New York Mets. Adam ne è onorato.
Il suo ultimo post Twitter è datato 25 agosto 2009. Del contenuto diremo dopo.
Nella notte tra il 27 e il 28 agosto, Goldstein manda un SMS ad amici. E’ l’una, ora di New York. La sera del 28 deve esibirsi. Non arriverà mai a destinazione.
Gli stessi amici preoccupati chiamano la Polizia newyorkese, che trova Goldstein sul letto privo di vita. Accanto a lui, dirà la stampa, “drug paraphernalia”: una pipa da crack, medicinali tipo Xanax. Sono le 5 e 20 del pomeriggio. DJ AM esce di scena nel modo più drammatico. Aveva 36 anni.
Goldstein era noto per essere stato “pulito” per oltre undici anni. Stava anche lavorando a un serial per MTV. Un reality sul recupero di giovani affetti da tossicoipendenze, prodotto da Gigantic TV, società specializzata in format per i network televisivi. In un annuncio del 29 giugno sul proprio sito, cercava persone tra i 18 e i 23 anni con problemi di dipendenze. Goldstein aveva di recente affermato di essersi ritrovato per le mani per la prima volta dopo tanti anni una pipa da crack proprio per le riprese del programma di cui sopra. Si era sentito come protetto da un angelo custode, per essere sopravvissuto al suo passato.
Il feed Twitter rimasto fermo al 25 agosto è ora sparito dal sito ufficiale www.djam.com. Le animazioni sulla home page continuano a muoversi come se nulla fosse.
Alla pagina del blog, l’ultimo post è ancora quello del casting, di fine giugno.
Per qualcuno la morte di Goldstein è un “giallo” estivo.
Nell’ultimo post su Twitter, quello del 25 agosto, Adam dice: “New york, new york. Big city of dreams, but everything in new york aint always what it seems“.
Forse mentiva prima di tutto a se stesso, sull’”essere pulito”. O forse no. Di certo, un sopravvissuto a un disastro aereo come minimo prende qualche pillola per combattere gli stati ansiosi. Chissà se AM sapeva che Xanax e simili sono un pericolo per chi è uscito da un passato di tossicodipendenza.
Forse, nella “città in cui le cose non sempre sono come sembrano”, quel suo “angelo custode” ha avuto un attimo di distrazione, e un tanto beffardo quanto crudele scherzo del destino si è portato via DJ AM.