Materiale inutile e dannoso: Patrizia D’Addario – “All I Want”

Mentre la diretta interessata si trova in quel di Sanremo per promuovere il suo presunto nuovo singolo (?), MusicBlob è in grado di anticipare che è già online su Amazon.com dal 10 febbraio 2010 “All I want”, inutile brano eseguito da Patrizia D’Addario, la escort coinvolta nelle note vicende politico-scandalistiche che affliggono il nostro paese.

Il pezzo, disponibile (perché?) per il pubblico americano a 89 centesimi di dollaro è pubblicato dalla oscura G Records, etichetta italiana che sembrerebbe specializzata in materiale dance e canzoncine per bambini e distribuito dall’altrettanto inutile aggregatore digitale Believe Digital.

Riportiamo qui l’embedding del materiale presentato da Believe aggiungendo che non è stato possibile accedere al brano sul Nokia Music Store, mentre per quanto riguarda Apple iTunes, nonostante il widget di Believe presenti un link, il brano non sembra esistere nel popolare store di Cupertino.

Il brano, che presenta una bassline che somiglia pericolosamente a mezzo giro del basso di “Stand by me” di Ben E.King, potrebbe essere tranquillamente un pezzo di Tila Tequila e non sappiamo se ciò possa essere considerato un complimento. ;)

Di sicuro suona comunque molto meglio del karaoke recentemente esibito in rete dalla signorina Noemi Letizia, di cui si è parlato in precedenza in questa sede.

Dichiarazioni compromettenti: Bono e la difesa della creatività

Questa che segue è un’aggiunta alla lista di MusicBlob di dichiarazioni potenzialmente imbarazzanti da parte di noti musicisti ed autori nonché operatori del “business” discografico.

La lunghezza e la veemenza delle affermazioni, che vengono dal cantante e leader degli U2 Bono Vox, merita un intervento a sè stante. All’inizio di gennaio Bono si è calato nel ruolo di editorialista ospite del New York Times e ha deciso di condividere le sue “10 idee che potrebbero rendere i prossimi 10 anni più interessanti, sani o civili”. Sono tutte idee che infiammano e coinvolgono il musicista irlandese perché, a suo parere, hanno il “potenziale di cambiare il nostro mondo”.

Dal punto di vista di MusicBlob l’affermazione più interessante è quella che troviamo al secondo posto del suo elenco, in cui chiede di difendere il settore degli audiovisivi e combattere il filesharing.

Quando: 02/01/2010
Bono Vox (Paul David Hewson): un decennio di file-sharing e furto di musica ha reso evidente che a perderci sono i creatori

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Noemi Letizia e la spazzatura MIDI

Lo so, sto contravvenendo a ogni regola. Parlare male di una persona significa comunque parlarne. Quindi finirò per fare indirettamente pubblicità a una persona che meriterebbe solo l’oblio.
In ogni caso, diciamo che quanto qui riportato – di cui mi assumo la responsabilità – è solo ai fini della corretta informazione, più che per parlare (bene o male) di un personaggio.

Dunque, diversi siti web e testate cartacee hanno titolato cose come “Sorpresa, Noemi Letizia canta sul web un brano di Mariah Carey” (titolo presente sulla homepage di Repubblica).

Adesso, già “canta” è una parola grossa.
E l’inglese maccheronico del tipo “ol ai uont for crìsmas” e “meik mai uìs cam tru” sarebbe già stato abbastanza; ma incensare una simile performance su una base MIDI presumibilmente scaricata dalla Rete e per di più eseguita malamente con suoni indegni di un PC portatile di media qualità, appare davvero un filo eccessivo.

Al pubblico delle testate non specializzate diciamo solo: Noemi Letizia non ha inciso nessun disco, ha solo fatto un po’ di karaoke su una base (suonata male) probabilmente sul computer di un amico. Materiale impubblicabile e indegno della media di certi reality show, come vi potrà confermare qualsiasi professionista del settore. A livello qualitativo c’è di meglio su almeno metà delle pagine musicali amatoriali di MySpace.

A Noemi Letizia invece diciamo: se non fosse come sopra, ma lei avesse magari anche sborsato del denaro per ottenere quel risultato, le auguro di non aver pagato più di 50 Euro. Per il futuro, ho un amico che per il quadruplo di quella somma le potrà fornire un risultato infinitamente migliore. In alternativa, sul sito Karaoke Version è disponibile una base che – al costo di 1 Euro e 99 centesimi – suona meglio di quella da lei utilizzata e presenta dei backing vocals decisamente più professionali.

Buone Feste (fatte e da fare),
Nicola Battista.

Lady Wallace on “The Showcase 42″ (Coast2Coast Mixtapes)

Our friend Lady Wallace appears in a free mixtape published by Coast2Coast Mixtapes, the most downloaded hip-hop mixtape series in the world.
The mixtape is “The Showcase 42” mixed by JGreen Moneytalkz:

Lady Wallace su “The Showcase 42″ (Coast2Coast Mixtapes)

La nostra amica Lady Wallace compare in una mixtape gratuita pubblicata da Coast2Coast Mixtapes, la serie di mixtape hip-hop più scaricata in assoluto.
Si tratta di “The Showcase 42” mixata da JGreen Moneytalkz:

Gli ultimi giorni di DJ Am

Adam Michael Goldstein, DJ AM, è il dj delle celebrità. Già fidanzato con Nicole Ritchie e poi Mandy Moore; amico di Paris Hilton, star dei club ma anche e soprattutto di feste private organizzate da nomi come Jim Carrey, Jennifer Lopez, Demi Moore, Leonardo DiCaprio. Ospite di lusso in dischi altrui, per nomi come Madonna e Will Smith.
Un passato oscuro: dall’infanzia fatta di abusi verbali da parte del padre (poi morto di AIDS) agli anni della droga, quando il giovane Goldstein tenta anche il suicidio con una pistola che per fortuna non funziona. “Miracolato” più volte: il mancato suicidio; il pieno recupero dalla tossicodipendenza. Infine, nel 2008, addirittura sopravvive a un grave incidente aereo.

Tra le sue collaborazioni, un set dal vivo con Travis Barker, batterista dei Blink 182: dj & batteria, un connubio quasi più unico che raro, sotto la sigla TRVSDJ-AM. Tra l’altro, anche Barker era un sopravvissuto dello stesso incidente aereo.

Un piccolo grande onore il 23 agosto 2009, quando si trova a effettuare il primo lancio a una partita dei New York Mets. Adam ne è onorato.

Il suo ultimo post Twitter è datato 25 agosto 2009. Del contenuto diremo dopo.

Nella notte tra il 27 e il 28 agosto, Goldstein manda un SMS ad amici. E’ l’una, ora di New York. La sera del 28 deve esibirsi. Non arriverà mai a destinazione.
Gli stessi amici preoccupati chiamano la Polizia newyorkese, che trova Goldstein sul letto privo di vita. Accanto a lui, dirà la stampa, “drug paraphernalia”: una pipa da crack, medicinali tipo Xanax. Sono le 5 e 20 del pomeriggio. DJ AM esce di scena nel modo più drammatico. Aveva 36 anni.

Goldstein era noto per essere stato “pulito” per oltre undici anni. Stava anche lavorando a un serial per MTV. Un reality sul recupero di giovani affetti da tossicoipendenze, prodotto da Gigantic TV, società specializzata in format per i network televisivi. In un annuncio del 29 giugno sul proprio sito, cercava persone tra i 18 e i 23 anni con problemi di dipendenze. Goldstein aveva di recente affermato di essersi ritrovato per le mani per la prima volta dopo tanti anni una pipa da crack proprio per le riprese del programma di cui sopra. Si era sentito come protetto da un angelo custode, per essere sopravvissuto al suo passato.

Il feed Twitter rimasto fermo al 25 agosto è ora sparito dal sito ufficiale www.djam.com. Le animazioni sulla home page continuano a muoversi come se nulla fosse.
Alla pagina del blog, l’ultimo post è ancora quello del casting, di fine giugno.

Per qualcuno la morte di Goldstein è un “giallo” estivo.

Nell’ultimo post su Twitter, quello del 25 agosto, Adam dice: “New york, new york. Big city of dreams, but everything in new york aint always what it seems“.
Forse mentiva prima di tutto a se stesso, sull’”essere pulito”. O forse no. Di certo, un sopravvissuto a un disastro aereo come minimo prende qualche pillola per combattere gli stati ansiosi. Chissà se AM sapeva che Xanax e simili sono un pericolo per chi è uscito da un passato di tossicodipendenza.

Forse, nella “città in cui le cose non sempre sono come sembrano”, quel suo “angelo custode” ha avuto un attimo di distrazione, e un tanto beffardo quanto crudele scherzo del destino si è portato via DJ AM.

Di Bono Vox non ne possiamo più

E’ uno sfogo personale, ma anche qualcosa che qualcuno avrebbe dovuto fare da diverso tempo: di Paul David Hewson alias Bono Vox o semplicemente Bono, leader degli U2, non ne possiamo veramente più.

Non fraintendeteci(mi?): non stiamo parlando di canzoni, di abilità come compositore o esecutore delle stesse.

Bono al WEF 2008

Non ne possiamo più di questo signore, che pure una volta doveva essere stato simpatico, se non altro per il nome d’arte preso da un negozio dublinese di apparecchi acustici.

Questo dubbio elemento con milioni di euro in tasca si permette di pontificare su tutto, dal debito dell’Africa all’AIDS (eccolo ritratto nel 2008 al World Economic Forum di Davos, uno di quei consessi internazionali dove Bono conta più di diversi presidenti), quando la sua carriera nell’ultimo decennio più che alla musica è stata votata all’alta finanza del settore dell’entertainment.

L’ultima affermazione-capolavoro riguarda il “fair performance right” per le radio AM e FM, di cui leggiamo su Mi2n.com e musicFIRST. Scusate un attimo. Performance? Radio AM? Che pianeta è questo? In che anno siamo?

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Lo scherzo di Reznor

NIN - Strobe Light homeIl primo aprile 2009 Trent Reznor si è divertito annunciando l’uscita di un fantomatico nuovo disco dei Nine Inch Nails, Strobe Light, solo a pagamento, pieno di Drm e infarcito di ridicole collaborazioni musicali.

Se però diamo un’occhiata al calendario noteremo che è praticamente da due anni che Reznor si sta beffando di tutto il sistema del mercato musicale e delle dubbie pratiche di etichette multinazionali e molti distributori digitali.

Nel lontano maggio 2007 aveva ammesso di essere un utente del sito Oink ma soprattutto si era scagliato contro le speculazioni della major che pubblicava i suoi dischi, la Universal. Pochi mesi dopo, a settembre aveva incoraggiato i suoi fan, prima in Cina e poi in Australia, a rubare la sua musica e nell’ottobre dello stesso anno si è liberato dalle major discografiche. E in totale indipendenza da quest’ultime è ormai da più di un anno che produce, pubblicizza, diffonde e vende (tanta) musica.

Davvero niente male come scherzo, no?

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