Musica, i promo & la stampa, da Piotta a Ninja Tune

Il caso che ha visto il coinvolgimento di Tommaso Zanello – in arte Piotta – in polemica con la testata online Rockit per via di una recensione del brano “Odio gli indifferenti” che avrebbe fatto un utilizzo un po’ troppo leggero del materiale promozionale inviato dall’etichetta indipendente La Grande Onda, di proprietà dello stesso artista, riporta alla ribalta la questione dei promo e del loro utilizzo.

E’ prassi far pervenire ai giornalisti specializzati materiale da recensire, comunicati stampa e via dicendo; talvolta si possono verificare però errori e incomprensioni.

Qualcuno di sicuro si starà chiedendo: Piotta solleva egli stesso un polverone a fini pubblicitari (un po’ come pare aver fatto negli ultimi giorni su tutt’altra questione un altro artista nostrano, J.Ax, che nel giro di 24 ore prima lancia un tweet in cui minaccia di “denunciare Berlusconi” per un presunto plagio di un brano degli Articolo 31 all’interno di un inno del PDL e poi chiude rapidamente il caso)? Forse.

Pensiamo però a un paio di particolari.

L’artista o l’etichetta mandano del materiale. Parte di questo è inteso per la pubblicazione. Parte, per “fare notizia”, per costruirci su un breve pezzo, ma non per l’utilizzo diretto.
Piotta menziona la copertina, precisando che non era quella definitiva e fa capire che non andava pubblicata, perché riferita solo a un cd promozionale a uso interno, non alla pubblicazione definitiva.

Probabilmente l’elemento più controverso è però quello della tracklist, non definitiva, non inclusa nella documentazione promozionale ma recuperata da Facebook (sarebbe bastata una riga di precisazione, dicendo “al momento, da Facebook, si apprende che la tracklist dovrebbe essere la seguente”. E forse la polemica non ci sarebbe stata.

Insomma – e non ce ne voglia Rockit, presenza storica del panorama musicale online italiano – qualche leggerezza c’è stata.

Per cui, dopo aver diffuso il brano all’interno di una sorta di videorisposta all’indirizzo di Rockit, Piotta ha anche affidato le sue parole a un comunicato stampa in cui tra l’altro ci si pone l’interrogativo: “Cosa sarebbe accaduto se al posto di un’etichetta musicale indipendente ci fosse stata una major?”.

I promo sono da sempre materiale “delicato”. In passato, sono peraltro sorte controversie sul loro “riutilizzo” da parte di chi li riceve (dj e giornalisti che cedevano al mercatodei collezionisti i cd singoli), chiarite solo di recente dal caso Universal v. Augusto (sì, i promo si possono rivendere: una volta passata di mano, la copia non deve essere restituita alla label e chi la riceve può regalarla, venderla o disporne come meglio crede, fatti ovviamente salvi i diritti dei titolari di copyright sui contenuti del supporto).

Un caso che ha destato scalpore è quello del 2011 che ha visto la britannica Ninja Tune contrapporsi alla testata tedesca Backspin: in pratica, secondo l’etichetta, copie pirata circolate con largo anticipo sulle reti peer-to-peer provenivano dal promo inviato a un giornalista di quella testata (la fonte è stata individuata tramite un sistema di watermarking).

I promo fisici, comunque, sono sempre meno in uso: in molti paesi, dall’Australia alla Gran Bretagna, fioriscono le agenzie promozionali che si basano sul solo mp3, abbinato ad altra documentazione elettronica di supporto. Chissà se basterà a risolvere qualche polemica, o se si finirà per moltiplicare i problemi, dato che un gruppetto di file è già bello e pronto per essere sparso ai quattro venti senza troppa fatica… ;)

Nylon Pink – “Gee”

Sono passati 6 anni da un post in questa sede dedicato a Kaila Yu e alle sue attività su MySpace e oltre. All’epoca avevamo definito effimero MySpace e ci avevamo preso. Di quel periodo non resta molto (non preoccupatevi, la fuffa digitale c’è sempre, si è solo spostata altrove, da Facebook a Pinterest, il tutto in attesa di un prossimo collasso della seconda bolla speculativa che a questo punto dovrebbe già essere esplosa). ;)
Kaila invece ha continuato la propria carriera in diversi modi, anche con apparizioni in film e video ma in particolare all’interno del gruppo Nylon Pink, che oltre alla voce di Kaila è formato da Katt Lee (basso), Kiki Wong (chitarra), Jamie Scoles (batteria) e Yuki Ito (tastiere).

La proposta del gruppo interamente femminile e interamente “asian-american” (con base a Los Angeles) è un pop/rock energico, con un discreto occhio anche per il look (Kaila e Katt sono anche dietro la linea di accessori Hello Drama, che è stato anche il titolo del primo brano del gruppo).

nylonpink

Il lavoro più recente è Gee“, cover del gruppo kpop (sì, pop coreano…) Girls’ Generation (note anche come SNSD). Abbandonate le atmosfere ovattate del pop asiatico, il brano viene non solo rilavorato in versione decisamente più forte, ma anche tradotto con un testo originale in inglese. L’originale peraltro ha un imprssionante seguito su YouTube: oltre 66 milioni di contatti.

Il pubblico della rete si divide: l’operazione avviene proprio nel momento in cui il gruppo originale si prepara a sbarcare negli Stati Uniti; alcun fan del genere kpop sembrano non gradire, la maggioranza però è entusiasta. Il risultato sono oltre 22.000 spettatori (sommando 3 diversi canali YouTube) in meno di 48 ore.

Immagine tratta da http://nylonpink.tumblr.com/.

ENPALS addio

logo INPS gestione ex EnpalsÈ la volta buona: tra i primi gesti del Governo Monti a fine 2011 c’è la soppressione dell’ENPALS – l’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per i Lavoratori dello Spettacolo – spesso definito “carrozzone” e di cui si è più volte ventilata una eliminazione o quantomeno una riforma.
Come “regalo di Natale” (la legge è la n.214 del 24 dicembre 2011) arrivano la soppressione e il subentro dell’INPS nelle funzioni che erano dell’ENPALS.

Le informazioni sulla transizione sono reperibili sul sito ENPALS – che già presenta un logo rinnovato e mutato in “INPS – Gestione ex ENPALS“.

Da notare che non essendo il passaggio così immediato (debbono ancora essere emanate norme per il trasferimento di risorse e personale, mentre il bilancio di chiusura dell’Ente è previsto al 31 marzo 2012) per il momento continuano ad operare gli uffici dell’ente soppresso.

Di seguito il testo del comunicato integrale ENPALS.

Soppressione dell’Enpals

Il decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni con la legge 23 dicembre 2011, n. 214 (G.U. n. 300 del 27 dicembre 2011) ha previsto all’art. 21, comma 1, la soppressione dell’Enpals a decorrere dal 1 gennaio 2012 e l’attribuzione delle relative funzioni all’INPS.

Nelle more dell’adozione dei decreti ministeriali di trasferimento delle risorse umane, strumentali e finanziarie che dovranno essere emanati (comma 2) entro 60 giorni dal 31 marzo 2012, data prevista per l’approvazione del bilancio di chiusura dell’Ente, la struttura organizzativa dell’Enpals continuerà ad espletare le attività connesse con i compiti istituzionali (comma 2-bis).

Nulla cambia pertanto per i lavoratori, i pensionati e le imprese che potranno continuare a rivolgersi agli Uffici centrali e periferici dell’Enpals.

Per ulteriori informazioni consultare la circolare n. 3 del 13 gennaio 2012, con la quale l’Inps ha fornito le prime indicazioni per la corretta applicazione delle norme relative al trasferimento all’Inps delle funzioni di Inpdap ed Enpals, allo scopo di garantire ed assicurare la piena continuità di dette funzioni, la tutela dei soggetti destinatari dell’azione amministrativa dei due Enti soppressi e la correttezza e l’economicità nella gestione, fino all’emanazione dei decreti attuativi previsti dal decreto legge n. 201 del 6 dicembre 2011, convertito con modificazioni dalla legge n. 214 del 22 dicembre 2011.

Con la determinazione n. 5802 del 23 gennaio 2012, il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, ha approvato le linee generali dell’Istituto per l’integrazione dell’Inpdap e dell’Enpals, con la finalità di conseguire risparmi strutturali attraverso la riduzione delle spese complessive di funzionamento conseguente all’integrazione delle risorse degli Enti interessati nei grandi progetti di innovazione ed efficientamento sui quali si è focalizzata la strategia dell’Inps.
Nella determinazione si da’ mandato al direttore generale di porre in essere ogni azione necessaria all’attuazione del percorso di integrazione, impegnandolo a riferire mensilmente sull’avanzamento delle attività e sui risultati raggiunti e a proporre eventuali iniziative da adottare in relazione al complesso delle azioni intraprese.

UB40: una band in bancarotta

Questa storia non parla di musica digitale, eppure dà l’idea di come nel nuovo mercato discografico le certezze di un tempo si siano ormai volatilizzate.

Incredibile ma vero: un gruppo musicale di successo, con 70 milioni di copie vendute negli anni, può finire in bancarotta e dover mettere a disposizione dei creditori royalty discografiche e quant’altro.

E’ l’incredibile vicenda accaduta agli UB40, popolarissima formazione pop-reggae, che oggi possiamo ufficialmente descrivere come nata nel 1978 a Birmingham – dove il gruppo di amici viveva e frequentava la scuola – e morta nel 2011 nella stessa città, dove è stata dichiarata la bancarotta di ben 4 membri del gruppo (mentre è ancora in corso un analogo procedimento a carico di un quinto membro).

Il gruppo – che nel 2008 ha perso due dei membri storici tra cui il cantante Ali Campbell e che resta depositario di alcuni tra i maggiori successi commerciali in tema di reggae – è rimasto anni addietro invischiato in una vicenda relativa alla gestione della propria label discografica, DEP International.

Questo marchio era stato lanciato nel 1980 dai membri del gruppo – che restava così proprietario dei master discografici, mentre la Virgin si occupava della distribuzione – e oltre alla lunga discografia degli UB40 ha talvolta pubblicato anche lavori di altri artisti. L’etichetta era finita in amministrazione controllata nel 2006 per poi giungere alla bancarotta due anni dopo.
Ma non è bastato: ora, dei troppi errori nella gestione della DEP risponderanno in prima persona i titolari.

DEP ebbe un paio di piccoli primati: quello della pubblicazione del primo album dub apparso nelle classifiche in Gran Bretagna, l’LP di remix semistrumentali Present Arms In Dub, del 1981, con il compianto Ray “Pablo” Falconer alla produzione. E l’anno dopo il primo ologramma prodotto in serie nel Regno Unito, per la copertina dell’LP “UB44“.

Nessun comunicato ufficiale sul sito www.ub40.co.uk; ma nei forum i messaggi di supporto dei fan si alternano a qualche battutina di cattivo gusto.
Dopo una esibizione in Irlanda in settembre, il gruppo aveva appena suonato a Birmingham proprio nel luogo dove aveva debuttato tanti anni prima; erano previste date per gennaio 2012 in Olanda e Belgio.

Il futuro della band è ora più che mai incerto: Digital Music News descrive addirittura il gruppo come “ready for liquidation”; per ironia della sorte, il loro penultimo album “Labour of Love IV” (2010) echeggia nel titolo i fasti di un passato glorioso, probabilmente destinato a finire nel cassetto per sempre.

Immagine di Rumandraisin/Wikimedia Commons. Pubblico Dominio. Tratta da http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Ub40pressconference.jpg.

Tra omaggio e plagio: PCUS / Subsonica (e un occhio ai maestri tedeschi dell’elettropop…)

Premessa: chi scrive segue la band che ha per nome PCUS da una quindicina d’anni, e ha avuto il piacere di collaborare in alcune occasioni con la stessa; in particolare con la pubblicazione di un 45 giri nel 2001, la distribuzione digitale di un album nel 2010 e varie altre pubblicazioni online di file audio e video avvenute negli anni.

Tutto questo per dire che sì, la mia opinione potrebbe essere un filo viziata da quanto sopra.
Per cui lasciamo parlare i fatti.

Immagine pubblicata su Facebook da Michele Mastandrea dei PCUS, il 27 giugno 2011:

Samuel dei Subsonica è indistinguibile da Carlo Passamonti dei PCUS.
Sembra quasi che i due gruppi abbiano lo stesso cantante…

Videoclip dei PCUS filmato nel corso del 2010 e pubblicato su YouTube il 27 dicembre 2010 (attualmente presente nei principali portali video internazionali):

Video/intervista ai Subsonica apparsa su LaStampa.it il 3 luglio 2011:
http://multimedia.lastampa.it/multimedia/torino/lstp/62198/

Il tutto potrà anche ricordare i classici Kraftwerk dell’album “Man Machine” (eccoli in un video dell’epoca, “The Robots”).

A voler essere puntigliosi (pedanti?) i PCUS hanno le maniche corte; i Kraftwerk le avevano lunghe; i Subsonica tentano una via di mezzo utilizzando maniche lunghe ma arrotolate, accorciate.

Ok, entrambi potrebbero stare omaggiando i maestri teutonici. E poi i PCUS nel video e nei concerti usano anche le camicie bianche, mica solo quelle rosse.
Uhm. Però a pensarci bene, ecco i Subsonica al concerto romano del 1° maggio 2011.
Camicie bianche (e maniche corte!) e cravatta nera.

Che dire. Il copyright sul monocromo di una camicia è un po’ difficile da imporre, ma la cosa è perlomeno curiosa.

Perché se le coincidenze sono sempre possibili, siamo comunque in Italia, il paese dove il video di Biagio Antonacci per caso è uscito identico a quello dei Santo Niente.

O dove un artista notissimo come Ligabue non si fa problemi ad utilizzare un’immagine “ispirata” senza permesso a quella di un altro artista, Erik Johansson.

Al pubblico della Rete l’ardua sentenza…

Un dialogo sull’arrangiamento

Nota: quanto segue è la trascrizione quasi integrale di uno scambio avuto in forma privata. Come in passato lo divulghiamo su MusicBlob.it per condividere le questioni emerse e per stimolare ulteriori commenti e riflessioni in materia.

NDA: Sfogliando il Dizionario del diritto d’autore* di Settimio Paolo Cavalli e Alberto Pojaghi mi sono imbattuto nella voce sull’arrangiamento, definito dagli autori come:

  Forma di adattamento tipica della musica con cui si indica il procedimento di trascrizione di una composizione al fine di adeguarla alle necessità esecutive di una data formazione orchestrale. Di per sé l’arrangiamento non comporta un intervento creativo sull’opera originaria; in caso contrario si tratterebbe di elaborazione e per l’effettuazione dell’arrangiamento occorrerebbe il preventivo consenso dell’autore dell’opera originaria; in tal caso, inoltre, in astratto (ma non in concreto, perché ciò non sarebbe autorizzato dalla S.I.A.E.) all’arrangiatore spetterebbe una quota dei proventi derivanti dall’utilizzazione dell’opera arrangiata, a carico degli autori dell’opera originaria (vedere adattamento)

NB: Che dire. Ovvio che l’elaborazione di materiale di pubblico dominio, e per elaborazione intendo modifica/adattamento/aggiunta di nuovo materiale, implica la generazione di un nuovo copyright il cui titolare è l’elaboratore. Questo a patto che l’intervento creativo ci sia per davvero.
A questo proposito è utile leggere cosa dice la SIAE in tema di “Elaborazioni di opere preesistenti” e loro deposito presso la Sezione Lirica: in particolare i punti 6-9 delle FAQ relative alla Lirica e la parte sulla “Modalità di deposito” nella Sezione Musica

xipCerto, una “commissione” [punto 9 delle FAQ] stabilisce il carattere creativo di qualcosa suona un po’ come qualcosa di “stonato”. E’ chiaro che non sarebbe corretto far guadagnare diritti d’autore a chi allestisce la “Madama Butterfly” senza adattare una virgola e non fa altro che appropriarsi alla lettera di Puccini e soci. Mentre è evidente che è un lavoro creativo “Madam Butterfly (Un Bel Di Vedremo)” accreditato a quel pazzo di Malcolm McLaren e prodotto dal geniale Stephen Hague.

Allo stesso tempo, uno o più personaggi che si mettono lì ad ascoltare la mia versione di “Silent Night” per vedere se è “creativa” o meno, e quali siano i parametri per stabilire la mia creatività mi sembrano argomenti un tantino più surreali. ;)

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Vitalizio a Franco Califano? Rivolgersi a Soundexchange…

In un intervento telefonico nel corso del Tg1 del 9 novembre 2010 con Vincenzo Mollica, reiterato poi anche con un appello su Radio Capital che qui riportiamo, il cantautore Franco Califano ha in pratica chiesto i benefici della Legge Bacchelli, trovandosi ad avere problemi di salute e come unico introiti i diritti d’autore percepiti tramite la SIAE. Nel giro di 24 ore, prontissimamente, il controverso personaggio che risponde al nome di Sandro Bondi (del quale mentre scriviamo le opposizioni chiedono la testa per via dei recenti crolli verificatisi a Pompei) ha recepito il problema e ha avviato l’iter per la pratica, mentre invece il Presidente della Regione Lazio Renata Polverini si affretta ad offrire lavori all’artista.

Con grande rispetto per l’uomo e per l’artista Califano, le vicende di altri che giustissimamente hanno ottenuto i benefici della Bacchelli – come Alda Merini e Umberto Bindi – ci appaiono ben diverse.
Fermo restando che lo stesso Califano avrebbe dichiarato di percepire 10.000 Euro di SIAE per semestre (che non sono una somma enorme ma quante persone sopravvivono con molto meno, di questi tempi?) ci sono venuti alcuni dubbi.

Dubbio n.1: tutti gli iscritti SIAE (anche il sottoscritto…) sono dotati di una polizza assicurativa sugli infortuni che copre ricovero ed altre spese; e che, pur non garantendo grandi massimali, molto probabilmente è sufficiente a coprire le necessità più immediate dell’artista. Le “istruzioni per l’uso” vengono inviate dalla SIAE stessa annualmente, c’è persino un modulo per chiedere il risarcimento rivolgendosi ad un’agenzia assicurativa di Roma.

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DJ Lord Vampirick – “Panic, War And Fucking Chaos”


Written and performed by DJ Lord Vampirick.
(P) 2010 Kutmusic Italhouse under license from DJ Lord Vampirick.

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