“Fate da voi la perizia fonica”: il messaggio al contrario di Mauro Pelosi

Di messaggi più o meno satanici ;) inclusi in dischi di vario genere si è scritto molto; una piccola scopeta del sottoscritto datata novembre 2011 (e che non mi pare documentata da altri): in “Ho fatto la cacca”, incluso nell’album “Mauro Pelosi” (Polydor, 1977) la vocina al contrario che si sente partire durante il cantato di Pelosi, una volta applicato il “reverse” sembra dire “Dice che ha ragione Cossiga” (anche se non si sente bene l’ultima parte di quest’ultima parola).
L’evento si verifica intorno a 0:49 nel brano.

Francesco Cossiga era Ministro dell’Interno nel 1977, per cui la menzione potrebbe essere tutt’altro che campata per aria. Se qualcuno, magari l’autore stesso, avesse notizie per smentire o rettificare quanto sopra, lo spazio dei commenti al presente articolo è a disposizione.

Nell’embed da SoundCloud qui riportato, un frammento di 6 secondi, loopato 3 volte prima normale e poi in reverse, per far sentire la vocina capovolta come appare nel disco e dopo il reverse.

UB40: una band in bancarotta

Questa storia non parla di musica digitale, eppure dà l’idea di come nel nuovo mercato discografico le certezze di un tempo si siano ormai volatilizzate.

Incredibile ma vero: un gruppo musicale di successo, con 70 milioni di copie vendute negli anni, può finire in bancarotta e dover mettere a disposizione dei creditori royalty discografiche e quant’altro.

E’ l’incredibile vicenda accaduta agli UB40, popolarissima formazione pop-reggae, che oggi possiamo ufficialmente descrivere come nata nel 1978 a Birmingham – dove il gruppo di amici viveva e frequentava la scuola – e morta nel 2011 nella stessa città, dove è stata dichiarata la bancarotta di ben 4 membri del gruppo (mentre è ancora in corso un analogo procedimento a carico di un quinto membro).

Il gruppo – che nel 2008 ha perso due dei membri storici tra cui il cantante Ali Campbell e che resta depositario di alcuni tra i maggiori successi commerciali in tema di reggae – è rimasto anni addietro invischiato in una vicenda relativa alla gestione della propria label discografica, DEP International.

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Tra omaggio e plagio: PCUS / Subsonica (e un occhio ai maestri tedeschi dell’elettropop…)

Premessa: chi scrive segue la band che ha per nome PCUS da una quindicina d’anni, e ha avuto il piacere di collaborare in alcune occasioni con la stessa; in particolare con la pubblicazione di un 45 giri nel 2001, la distribuzione digitale di un album nel 2010 e varie altre pubblicazioni online di file audio e video avvenute negli anni.

Tutto questo per dire che sì, la mia opinione potrebbe essere un filo viziata da quanto sopra.
Per cui lasciamo parlare i fatti.

Immagine pubblicata su Facebook da Michele Mastandrea dei PCUS, il 27 giugno 2011:

Samuel dei Subsonica è indistinguibile da Carlo Passamonti dei PCUS.
Sembra quasi che i due gruppi abbiano lo stesso cantante…

Videoclip dei PCUS filmato nel corso del 2010 e pubblicato su YouTube il 27 dicembre 2010 (attualmente presente nei principali portali video internazionali):

Video/intervista ai Subsonica apparsa su LaStampa.it il 3 luglio 2011:
multimedia.lastampa.it/multimedia/torino/lstp/62198/

Il tutto potrà anche ricordare i classici Kraftwerk dell’album “Man Machine” (eccoli in un video dell’epoca, “The Robots”).

A voler essere puntigliosi (pedanti?) i PCUS hanno le maniche corte; i Kraftwerk le avevano lunghe; i Subsonica tentano una via di mezzo utilizzando maniche lunghe ma arrotolate, accorciate.

Ok, entrambi potrebbero stare omaggiando i maestri teutonici. E poi i PCUS nel video e nei concerti usano anche le camicie bianche, mica solo quelle rosse.
Uhm. Però a pensarci bene, ecco i Subsonica al concerto romano del 1° maggio 2011.
Camicie bianche (e maniche corte!) e cravatta nera.

Che dire. Il copyright sul monocromo di una camicia è un po’ difficile da imporre, ma la cosa è perlomeno curiosa.

Perché se le coincidenze sono sempre possibili, siamo comunque in Italia, il paese dove il video di Biagio Antonacci per caso è uscito identico a quello dei Santo Niente.

O dove un artista notissimo come Ligabue non si fa problemi ad utilizzare un’immagine “ispirata” senza permesso a quella di un altro artista, Erik Johansson.

Al pubblico della Rete l’ardua sentenza…

Vitalizio a Franco Califano? Rivolgersi a Soundexchange…

In un intervento telefonico nel corso del Tg1 del 9 novembre 2010 con Vincenzo Mollica, reiterato poi anche con un appello su Radio Capital che qui riportiamo, il cantautore Franco Califano ha in pratica chiesto i benefici della Legge Bacchelli, trovandosi ad avere problemi di salute e come unico introiti i diritti d’autore percepiti tramite la SIAE. Nel giro di 24 ore, prontissimamente, il controverso personaggio che risponde al nome di Sandro Bondi (del quale mentre scriviamo le opposizioni chiedono la testa per via dei recenti crolli verificatisi a Pompei) ha recepito il problema e ha avviato l’iter per la pratica, mentre invece il Presidente della Regione Lazio Renata Polverini si affretta ad offrire lavori all’artista.

Con grande rispetto per l’uomo e per l’artista Califano, le vicende di altri che giustissimamente hanno ottenuto i benefici della Bacchelli – come Alda Merini e Umberto Bindi – ci appaiono ben diverse.
Fermo restando che lo stesso Califano avrebbe dichiarato di percepire 10.000 Euro di SIAE per semestre (che non sono una somma enorme ma quante persone sopravvivono con molto meno, di questi tempi?) ci sono venuti alcuni dubbi.

Dubbio n.1: tutti gli iscritti SIAE (anche il sottoscritto…) sono dotati di una polizza assicurativa sugli infortuni che copre ricovero ed altre spese; e che, pur non garantendo grandi massimali, molto probabilmente è sufficiente a coprire le necessità più immediate dell’artista. Le “istruzioni per l’uso” vengono inviate dalla SIAE stessa annualmente, c’è persino un modulo per chiedere il risarcimento rivolgendosi ad un’agenzia assicurativa di Roma.

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Anthony James: on singing Den Harrow’s “Lies”

Facebook and the Internet can be two amazing tools.
A few days ago – thanks to a lead posted in a Facebook forum (thanks Corrado!) – I was able to reach Anthony James, the vocalist that sung on the album “Lies” credited to Den Harrow, in 1988.

Anthony is still in the music business and now runs a “Production music” company called Music Candy, in the USA. His role is CEO and Creative Director.
He was surprised to receive my message asking him about the Den Harrow project, despite it wasn’t the first time that someone in recent years contacted him on that.

Here’s his part of the long lasting (and fascinating) Den Harrow saga.

Anthony’s adventure in the music industry began with UK radios, in mid ’80s at Chiltern Radio in Dunstable (England): “that was where I was working at the time producing promo’s and commercials. It was my first job out of school so I was doing very well at only 17 years old. I think it was around August 1986 that I moved from London to live in Milan, Italy“.

A friend who was from USA and lived in UK had just moved to Milan and – continues Anthony – he

got a job with Claudio Cecchetto at Radio Deejay working on the new station called “Radio Capital” alongside Albertino and other DJ’s. Radio Deejay was in the same building, in fact right next to the Radio Capital studio. The programme director of the two stations offered me a job to produced jingles and promos etc, so it was great that after only being in Milan for 3 days, I had a good job.

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Thomas Barbèy, l’uomo che fu Den Harrow

Le ultime settimane hanno visto una curiosa polemica a distanza tra due nomi della “italo disco” e della scena musicale pop-dance degli anni ’80: Tom Hooker e Den Harrow.
Tom, come è ormai noto da diversi anni, fu la voce di vari prodotti discografici targati Baby Records; oltre a quelli a proprio nome e ad alcuni altri lavori con altri nomi e progetti (tra le altre cose “Swiss Boy” di Lou Sern, o la partecipazione ad “Highway to Freedom” dei Fahrenheit 104) Tom fu soprattutto la voce di un personaggio di grande successo: Den Harrow.

Lasciata l’Italia e il mondo della musica negli anni ’90, Hooker si trasferì in America dove tuttora vive e ha una famiglia. Si liberò di un cognome ingombrante (la parola Hooker a un certo punto è diventata nella lingua inglese sinonimo di “adescatrice”…) e con il nuovo nome di Thomas Barbèy si reinventò come artista, arrivando a divenire un quotato fotografo/manipolatore di immagini, con opere esposte in musei, calendari pubblicati annualmente e via dicendo.
In tutto questo, l’Italia e gli anni di Den Harrow/Tom Hooker si fecero gradualmente lontani dai pensieri di Tom.
Fino al giorno in cui scoprì Facebook. Se in questo sito Barbey ha più fan di Hooker (il nostro gestisce profili multipli…) va detto che creare una pagina con l’identità “Italo Disco ha fatto riscoprire tutto un mondo sommerso.
Un bel giorno, sempre via Facebook, arriva la richiesta d’amicizia di Den.

Harrow, inizialmente presentato come americano di Boston o forse italoamericano, accreditato su dischi e riviste talvolta sotto il nome “Manuel Carry“, è all’anagrafe Stefano Zandri da Nova Milanese.
Riapparso negli ultimi anni grazie ad apparizioni sinceramente evitabili in reality show trasmessi dalla Rai, Den (ormai nome che identifica il personaggio Zandri e non più il progetto originale, di fatto cessato nel 1990 anche se il personaggio continuò ad incidere ed esibirsi senza mai raggiungere il successo del decennio precedente) ha finito per avere nelle ultime settimane una curiosa faida via Facebook con l’uomo che gli diede letteralmente la voce per alcuni anni.

Senza stare a riportarne stralci (uno dei quali si vede peraltro in un video-conferenza stampa pubblicato oggi 25 ottobre 2010 da Tom Hooker e Miki Chieregato, uno dei produttori dell’epoca) basti dire che Den Harrow si è prima abbandonato a una serie di bugie piccole e grandi (avrebbe dichiarato addirittura di aver cantato lui nei brani di Tom e non il contrario…) e in seguito è giunto a lanciare una sorta di minaccia allo stesso Hooker. Il video apparso su YouTube e qui riportato è la risposta ufficiale di Hooker (e Chieregato) alla vicenda.

Va aggiunto che Harrow (che prima ancora di Tom Hooker aveva avuto le voci di Chuck Rolando dei Passengers e di Silvio “Silver” Pozzoli) in anni recenti ha inciso materiale con la propria voce, peraltro non altrettanto “potente” rispetto alle voci che originariamente si “nascondevano” dietro il progetto.

E che l’altro storico produttore del progetto Harrow (Roberto Turatti) pur essendo presente in Facebook e avendo assistito alla discussione tuttora in corso, che ha generato moltissimi post e divisioni tra i fan dell’uno e dell’altro personaggio, ha deciso di tenersene giustamente fuori, essendo rimasto in buoni rapporti con tutte e due le parti direttamente coinvolte…

Hey, there’s pirate music in my Qtrax…! A Musicblob exclusive

The last find about that improbable digital distributor called Qtrax happened here at Musicblob this morning: there’s apparently pirate music in Qtrax (!).

Pirate what? Qtrax theorically should be the legalization of peer-to-peer legalizzato, meaning that if someday they ever allow downloading of a Madonna album (everbody is wondering if they ever will be able to do that…) the copyright owners involved would be compensated with the supposed advertising money.

But there seems to be a problem when somenthing that shouldn’t exist at all appears on the market among official releases.
By entering “KLF” in Qtrax, one can find several tracks from the British duo formed in late 1980s – early 1990s by Bill Drummond and Jimmy Cauty.

White Room

Most of this material comes out of compilations and “The White Room” album which, probably for some contractual reasons, remained available in USA despite the whole record catalogue of this group has been deleted and withdrawn from the market several years ago by the artists themselves.

But, incredibily, “Ultra Rare Trax” can be seen listed as if it was an official release; this is a compilation of rare and alternated versions circulated on cd in 1993. Examining band discography, one can see that it is a bootleg, and it is even part of a larger series with the same title. Even if these cds were professionally printed, the tracks were often ripped off vinyls.
This material may be loved and sought by hardcore fans, but entirely illegal. Finding it in Qtrax – even if not currently downloadable for the known troubles with this service – surely seems weird and rises more doubts on the genuineness of the project.
Looking for “Ultra Rare Trax” more similarly unofficial publications appear about Orb, Kraftwerk, Duran Duran, Frankie Goes To Hollywood, Erasure, OMD.

Not mentioning royalty payments (we doubt that Qtrax went back to the real copyright owners of the tracks included in these pirate collections) one might wonder: where did they find the master recordings, did they buy them off some market stall?

Pictures take from the Qtrax software, freely downloadable at www.qtrax.com.

Toh, c’è musica pirata in Qtrax…!

L’ultima scoperta sull’improbabile distributore digitale denominato Qtrax è capitata per caso a noi di Musicblob stamattina: c’è musica pirata in Qtrax (!).

Pirata in che senso, direte voi? Qtrax in teoria dovrebbe essere peer-to-peer legalizzato, quindi se mai un domani dovesse concedere di scaricare un album di Madonna (e chissà se mai ci arriveranno…) i titolari dei relativi diritti verrebbero compensati dai fantomatici introiti pubblicitari.

Il problema però si pone quando qualcosa che proprio non dovrebbe esistere viene a trovarsi sul mercato tra le uscite ufficiali.
Digitando “KLF” in Qtrax si trovano diversi brani del duo britannico formato a fine anni ’80-inizio anni ’90 da Bill Drummond e Jimmy Cauty.

White Room

Per la maggior parte materiale che arriva da compilation e dall’album “The White Room” che, probabilmente per qualche motivo contrattuale, in America da sempre è rimasto reperibile nonostante nel paese d’origine l’intero catalogo discografico della formazione sia stato ritirato dal mercato diversi anni fa per volere degli artisti stessi.

Se non che, incredibilmente, viene listato come fosse un disco ufficiale “Ultra Rare Trax”, compilation di brani rari e versioni alternative circolata su cd nel 1993. Come si può rilevare consultando una discografia del gruppo, è un bootleg, peraltro parte di una corposa serie con lo stesso titolo. Anche se questi dischi erano stampati professionalmente, i brani erano spesso masterizzati da vinile.
Materiale amato e ricercatissimo dai fan più accaniti, ma del tutto illegale. Trovarselo davanti su Qtrax – anche se non scaricabile al momento per i noti problemi del sito – fa un certo effetto e solleva ulteriori dubbi sulla genuinità del progetto.
Cercando “Ultra Rare Trax” vengono fuori analoghe pubblicazioni non ufficiali dedicate a Orb, Kraftwerk, Duran Duran, Frankie Goes To Hollywood, Erasure, OMD.

A parte il pagamento delle royalties (dubitiamo che Qtrax sia risalito ai reali aventi diritto dei brani contenuti in queste raccolte pirata) viene anche da chiedersi: ma i master dove li avranno recuperati, sulle bancarelle?

Immagini tratte dal software Qtrax, scaricabile gratuitamente da www.qtrax.com.

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