29/09/2010

Il dubbio servizio per lo scaricamento rapido di mp3 denominato Mulve, lanciato da poco e rapidissimamente assurto al successo nonché apparentemente già scomparso dopo una fulminea richiesta di takedown da parte dei potenti discografici della Recording Industry Association of America, in realtà non è niente di eccezionale.
Il download è così compatto perché in pratica è solo un programmino che effettua ricerche in un server (che si dice sia dislocato in Russia) e linka i file lì presenti.
Se Mulve.com è down e il relativo client fa fatica a connettersi, alcuni hanno fatto notare che ci sono semplici siti web che non fanno altro che dare accesso alla stessa, misteriosa macchina russa.
La prova? I risultati delle ricerche sono gli stessi. Se per un certo autore avevate cinque brani in Mulve, su Topinweb verranno fuori gli stessi identici. E senza bisogno di alcun client.
Ovvio che adesso la RIAA punterà a chiudere Topinweb e un altro sito sounterà da qualche parte come un funghetto.
Il tutto ci continua a sembrare un patetico gioco del gatto e del topo, oltre che uno spreco di tempo e risorse che potrebbero essere impiegati a digitalizzare musica di qualità in formato legale e a distribuirla a prezzi umani e senza troppe limitazioni…
17/07/2009
The present post marks a new MusicBlob feature: a playlist for Spotify users; Spotify is the streaming music juke-box in perfectly complaining with copyright laws.
While available in certain countries only as a “Premium” fee service, in some territories it is available as a “free” ad-supperted program.
Our first playlist is called “Cyberpunk” and it mainly features electronica, including some well known tracks (Eat Static, a real jungle classic…) and some lesser known names (Spor) which still perfectly fit the theme.
Nout Heretik brings a track whose title is identical to our playlist but the sound is more on the gabber side… while The Kilngonz represent (how do we define that?) …an ambient industrial!? ;) moment that goes on also in a track by Katharsis.
What has Billy Idol’s “Shock to the system” to do with all this?
It definitely fits, and not just because it comes from an album titled “Cyberpunk”, but also because Idol was the first among the big names – it was December 1998 – to act as a pioneer in the mp3 revolution. A guy who really “shocked the system”: a cyberpunk in his own right.

You can find the “Cyberpunk” playlist here:
http://open.spotify.com/user/djbatman/playlist/0sTZG82gQdNg2sdUTeSTOK
15/07/2009
Inauguriamo una nuova iniziativa aperiodica di MusicBlob: una playlist per gli utenti di Spotify, il juke-box in streaming perfettamente in regola con diritti d’autore e connessi.
Per gli utenti italiani purtroppo è disponibile solo nella versione a pagamento, mentre in alcuni altri paesi è disponibile anche in versione “free” supportata dalla pubblicità.
La prima playlist si intitola “Cyberpunk” ed è composta principalmente da pezzi elettronici, tra cui un paio conosciuti (Eat Static, un vero classico jungle…) e cose meno note ma perfettamente a tema (Spor).
Nout Heretik apporta un altro pezzo il cui titolo è omonimo a quello della nostra playlist, ma il sound qui verte sul gabber… mentre The Kilngonz rappresentano un momento di (come definirlo?) …industrial d’ambiente!? ;) che prosegue in un altro brano firmato Katharsis.
Che c’entra in questo “Shock to the system” di Billy Idol?
C’entra, e non solo perché arriva da un album intitolato “Cyberpunk”, ma perché Idol fu forse il primo tra i primi grandi nomi – era il dicembre 1998 – a farsi alfiere della rivoluzione mp3. Un tipo che uno “shock al sistema” l’ha dato: cyberpunk di diritto, insomma.

Potete trovare la playlist “Cyberpunk” qui:
http://open.spotify.com/user/djbatman/playlist/0sTZG82gQdNg2sdUTeSTOK
7/01/2009
Nota: questo documento continuerà a venire aggiornato per affrontare meglio i vari punti e le domande che possono emergere sui cambiamenti in atto nel servizio di Apple.
Aggiornato al 9 aprile 2008
- Nota bene: le indicazioni nelle FAQ italiane di Apple continuano ad essere ferme al 5 febbraio e non rispecchiano la situazione reale.
- È possible aggiornare la musica con DRM (Digital Rights Management) già acquistata su iTunes Store in passato singolarmente per ogni brano, album o video oppure in unica soluzione.
Nel primo caso fare clic sul pulsante “Acquista” vicino ad ogni brano.
Nel secondo si può usare un link speciale per vedere tutti gli acquisti aggiornabili e poi optare per il pulsante “Acquista tutto”.
- Gli aggiornamenti sono di 0,30 € per brano, 0,60 € per video(clip) e del 30% del prezzo per gli album.
- L’aggiornamento dei brani alla versione senza DRM punta a rimpiazzarli nella Libreria di iTunes. Al momento del download viene offerta l’opzione di eliminare gli originali, oppure di spostarli sulla scrivania.
-
Alcuni utenti hanno segnalato la scomparsa dei titoli dalle playlist ed è possibile sia necessario ricrearle.
- I nuovi prezzi dei brani Plus su iTunes Store sono, a partire dai primi di aprile, di 0.69, 0.99 e 1.29 USD e 0,69, 0,99, 1,29 Euro a seconda delle scelte delle etichette discografiche che ne detengono i diritti.
- Aggiornando a iTunes Plus ci sarà anche un prevedibile incremento dello spazio occupato su disco a causa della qualità superiore di codifica audio (vedere sotto). L’aumento sarà in proporzione al numero dei brani posseduti.
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26/06/2008
Sulla falsariga dello speciale sulla “Fuga dalle major (discografiche)” ecco di seguito una lista di dichiarazioni potenzialmente imbarazzanti proferite negli ultimi mesi da noti musicisti ed autori nonché operatori del “business” discografico.
Nota: le dichiarazioni di seguito sono state tradotte dagli originali in inglese, che potete leggere nel testo pubblicato qualche giorno fa.
Quando: 08/08/2008
Edgar Bronfman (Warner Music Chief Executive): Music Video Games Must Pay More
Dettagli:
[Riferendosi all’utilizzo di musica in giochi come Rock Band e Guitar Hero] “Le somme pagate all’industria musicale, anche se quei giochi sono interamente basati sui contenuti da noi posseduti e controllati, sono sin troppo piccole”
Fonte: Billboard
Quando: 18/06/2008
Gene Simmons (Kiss): I fan hanno ucciso l’industria discografica
Dettagli:
“L’industria discografica è morta [...] È morta e sepolta e purtroppo sono stati i fan. Hanno deciso di scaricare e di fare filesharing.”
Simmons ha inoltre criticato i Radiohead e promesso che i Kiss non avrebbero agito allo stesso modo.
Fonte: Digital Music News
Quando: 13/06/2008
Joss Stone: La pirateria è fantastica. La musica va condivisa. L’unica parte che non sopporto è il business.
Dettagli:
Alla domanda di un reporter su cosa pensasse della pirateria e delle persone che scaricano le sue canzoni da Internet la sua risposta è stata: “Penso sia una gran cosa…” [...] “Sì, mi piace. Penso sia fantastica e ti dirò anche perché,” [...]“La musica va condivisa [...] L’unica parte che non sopporto della musica è il business che ci gira attorno. Se la musica fosse gratuita, llora non ci sarebbe business, solo musica. Quindi, sì mi piace e penso che dovremmo condividere.”
“Per me è ok, se una persona compra non vedo problemi se copia e condivide con gli amici, non mi importa. Non mi importa come la sentono ma solo che la sentano. Poi finché vengono al concerto e si divertono ascoltando lo show dal vivo per me va bene. Non mi importa. Sono felice che la ascoltino.”
Fonte: Todo noticias
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12/05/2008
Tutti parlano dei lavori rilasciati dai Nine Inch Nails dopo la “fuga dalla major”, ma c’è un piccolo dettaglio rimasto sinora in ombra.
Si chiama “The Null Corporation” ed è la nuova etichetta discografica a cui appartengono le uscite di Trent Reznor in questi mesi del 2008, è citata anche sul canale YouTube della band.
Le uscite ufficiali dell’etichetta, il cui nome rientra nella tradizione minimal-nichilista di Reznor, sono i due lavori “Ghosts I-IV” e “The Slip” nonché il brano che anticipato quest’ultimo, “Discipline”, primo singolo “libero” in assoluto.
La voce di Wikipedia precisa che The Null Corporation rilascia dischi sono solo in forma digitale e che l’etichetta
non opera nello stile delle case discografiche tradizionali e che si accorda con altre compagnie per la creazione di copie fisiche
il che chiarisce come siano state effettivamente prodotte e gestite le versioni in CD e vinile di Ghosts “I-IV” e lo saranno quelle di “The Slip”.
Sempre Wikipedia fa notare The Null Corporation
può essere considerata un’etichetta “di rappresentanza” anche se è gestita interamente dall’artista e non appartiene ad una corporazione
con chiaro riferimento alla precedente Nothing Records, divisione di facciata, ma con i dischi che venivano pubblicati dalla Interscope, del gruppo Universal: un altro piccolo e significativo dettaglio della nuova libertà di Reznor.
Foto tratta dall’account ufficiale su Flickr dei Nine Inch Nails
15/04/2008
In “Decompilare l’opera: un dialogo informale su musica, spartiti e sorgenti” ci si chiedeva:
cosa fosse il sorgente in campo musicale (a parte lo spartito ovviamente)… nel senso che per es. per le cose che faccio io il sorgente può essere un file .acd di Acid con una serie di campionamenti. Per un altro il sorgente è un file MIDI; per un multitracciato mixato i sorgenti sono le singole tracce audio (singoli file wav, aiff ecc. oppure tracce separate su nastro o altro supporto) per un altro ancora un altro tipo di cosa.
È una questione che emerge anche da una dettagliata analisi dell’illuminata etichetta discografica indipendente Magnatune.
Fondata da John Buckman, la Magnatune opera online, pratica prezzi flessibili e aggressivi, contempla il filesharing promozionale, si oppone al DRM, permette l’uso del suo catalogo sotto Creative Commons (per fini non commerciali, però) e in generale spinge il concetto di “open music” anche incoraggiando i suoi artisti a rilasciare “il sorgente” delle tracce.
Come fa però notare l’autore dell’analisi della Magnatune, Michael Holloway:
’sorgente” è un concetto importato dalla creazione di software e si riferisce al linguaggio originale del programma. Nel contesto musicale aperto il sorgente può essere lo spartito, il testo, i file MIDI, i campioni o i file audio traccia per traccia che compongono un’incisione
Buckman, che è nel direttivo dell’EFF non può che confermare questa situazione di empasse tecnologico e concettuale
perlopiù perché i musicisti non hanno il sorgente, ce l’ha il tecnico del suono; e inoltre non ci sono file in un formato standard.
La dura realtà è che per ora la Magnatune offre ciò che può e come può, con tracce individuali remixabili
del (solo) 10% dei suoi brani attraverso il servizio-community online ccMixter.org legato a Creative Commons.
Foto di John Buckman tratta da www.eff.org. Loghi di Magnatune e ccMixter tratti dai rispettivi siti web.
4/03/2008
All’inizio dell’ottobre 2007 Trent Reznor, meglio noto come anima dei Nine Inch Nails, si era fatto notare come una delle voci più veementi nella cosiddetta “fuga dalle major”.
Reznor all’epoca non aveva, come i Radiohead, un disco pronto da proporre ma promise che non si sarebbe più affidato alle case discografiche e che avrebbe avuto “un rapporto diretto con il suo pubblico.”
Cinque mesi dopo la promessa è stata mantenuta: la sua nuova uscita, Ghosts I-IV, è stata annunciata con distribuzione indipendente e coordinata tramite il sito web dei Nine Inch Nails.
Al di là della coerenza e del (relativo) coraggio di Reznor, è degna di analisi la strategia di distribuzione con cui Ghosts, che è una raccolta strumentale di ben 36 brani, viene ora proposto. Il musicista ha fatto tesoro della lezione di Internet fondendola con l’esperienza discografica tradizionale. Nella sua prima sortita libera dalle etichette ha puntato sulla diversità dell’offerta, dal gratis all’ipercostoso, implementando per sé e per il suo pubblico le idee delle major e proseguendo al contempo con coerenza rispetto al passato: i dischi dei Nine Inch Nail sono noti per essere estremamente curati nel design e nel packaging nonché disponibili in versioni speciali.
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