A metà degli anni novanta la gente iniziò a pensare che Prince si fosse bevuto il cervello; uscite discografiche incomprensibili, simboli utilizzati al posto del nome, oscuri messaggi sulla libertà e sulla schiavitù, tutto faceva pensare che il pesante ego del nanetto di Minneapolis avesse avuto la meglio sulla sua improvvisa e incostante vena musicale.
La verità era invece che Prince stava iniziando una lunga battaglia contro la Warner Bros, la sua casa discografica fin dal lontano esordio del 1978.
In pratica Prince si rende conto (un po’ in ritardo) che i sontuosi contratti firmati per la Warner Bros hanno come clausola che i master di tutte le incisioni di Prince effettuate fino a quel momento, sono di proprietà della Warner Bros. Purple Rain, Kiss, Sign ‘O’ The Times e tutto il materiale inciso nei fortunati anni ‘80 dal nostro poliedrico musicista pop-funky, sono tutti della Warner Bros. Certo, il nelson continua a prendere soldi per i suoi diritti di autore, e anche tanti soldi, ma non può decidere niente sul suo catalogo passato.
Dopo questa rivelazione il Prince cerca di esaurire il suo contratto con la Warner Bros, annuncia che da ora in poi terrà per sé i brani a cui sta lavorando, incidendo solo materiale di repertorio per dovere contrattuale.
Cerca di fare uscire un balletto sinfonico, si nasconde dietro lo pseudonimo di Tora Tora per il secondo album della sua band, assume come nome l’impronunciabile simbolo O)+> con cui firma una delle sue più grosse hit “The most beautiful girl in the world”, che esce per una piccola etichetta discografica lo stesso anno (1994) in cui la WB manda alle stampe ‘Come’, disco al limite dell’invendibile, sulla cui copertina capeggiano le date di nascita e di morte di Prince stesso.
La lotta è aperta e solo nel 1996 si arriva ad patto i cui termini si verranno a sapere solo molti anni dopo: Prince lascia alla Warner Bros un certo numero di dischi ‘finiti’, con i quali la WB ritiene concluso il contratto, e il Prince si impegna a non fare uscire altri dischi a nome ‘Prince’ fintantoché la WB non avrà pubblicato quelli in suo possesso.
Strette di mano, la WB non perde tempo e sempre nel 1996 manda alle stampe ‘Girl 6′, colonna sonora dell’omonimo film di Spike Lee, composta da materiale di repertorio, qualche rara ristampa e qualche inedito, e già che le rotatorie sono avviate pubblica anche Chaos and disorder, strano disco in low-fi che raccoglie una serie di demo-tape rockeggianti del nostro.

Prince onora a modo suo il contratto: a pochi mesi dall’uscita di chaos and disorder annuncia che il nuovo disco di O)+> è pronto: si tratta di ‘Emancipation’, un triplo cd di brani inediti, che mostrano un Prince tornato ragazzino giocare con tastiere e batterie elettroniche, producendosi in una discontinua opus-pop che la EMI si arrischia a pubblicare. Nelle note di copertina il folletto annuncia che anche il suo balletto Kamasutra è pronto, per non parlare di ‘Crystal Ball’, album che dovrebbe raccogliere alcuni tra i tanti inediti bootlegati negli ultimi decenni. Il tutto non tramite la WB ovviamente, ma neppure tramite la EMI: i dischi arriveranno solo per chi compererà i dischi direttamente da Prince, attraverso internet. E la carta di credito ovviamente. E siamo ancora nel 1996.

Nel 1997 Prince annuncia via internet di aver finito un nuovo album acustico di brani inediti, ‘The Truth’. Chi lo vorrà avere dovrà mandare un offerta a suo piacimento al suo ente di beneficenza love4oneanother.

L’esperimento, che sarebbe piaciuto tanto ai fan dei Radiohead, resta tale, tanto che nel 1998 il Crystal Ball si materializza in un ricchissimo quintuplo, contenente il nuovo album ‘The Truth’, il famigerato balletto ‘Kamasutra’ e tre cd pieni di inediti e chicche composti dal 1983 in poi. A questi si aggiungerà una cassetta regalo firmata new power generation, con un brano inedito live, ‘The War’, della durata di circa 26 minuti.
I poveri fan del principe non hanno ancora avuto modo di assimilare il quintuplo che Prince, anzi i new power generation, annunciano un nuovo disco in uscita per l’estate: newpowersoul (1998), dove Prince, anzi O)+> folleggia da uno strumento all’altro, cantando tutti i brani.

Si avvicina il 1999 e la WB fa di nuovo sentire la sua voce ristampando il singolo ‘1999’, una hit di Prince del 1982. Il maestro non la prende bene. Annuncia che la cosa lo secca, che quel brano è suo, che i master sono in mano della WB e che per riavere i suoi master e poter decidere dei suoi stessi brani reinciderà il suo intero catalogo, in una nuova edizione. Per cominciare rifà proprio 1999, e -non potendo usare il nome Prince per firmare il brano- lo pubblica con il titolo ‘Prince and the revolution 1999 the new master’. Così, per chiarezza. Il cd mostra comunque una inaspettata utilità come sottobicchiere e il progetto ‘the new masters’ lentamente svanisce nel nulla.
La WB decide di cavalcare la tigre di 1999 e lo stesso anno annuncia l’uscita di ‘the vault… old friends for sale’, disco di brani inediti firmati Prince, lasciati alla WB per dovere contrattuale.
Il nostro amico allora annuncia contestualmente l’uscita di un nuovo disco di O)+>, Rave Un2 the joy fantastic, ancora brani inediti, distribuiti dalla Arista e prodotti da un vecchio amico di O)+>, il fedele Prince. Non tanto schizofrenia, ma marketing: non tutti hanno seguito le peripezie del Nelson e mettere da qualche parte in copertina il nome Prince non fa male.
I dischi vanno malaccio tutti e due e Prince nel 2001 decidere di lasciar perdere i cd e lancia il NPGMC, che sta per New Power Generation Music Club. Un club ad abbonamento che permette di poter scaricare ogni mese live, video e inediti di Prince in formato MP3. Il club andrà avanti in questa forma per un intero anno sfornando circa tre ore di musica inedita. Ma la cosa davvero importante del 2001 è che la WB stampa ‘the very best of Prince’, disco di per se trascurabilissimo, se non fosse che la sua uscita chiude il vincolo contrattuale del 1996. Prince in una improvvisa conferenza stampa annuncia che si chiama di nuovo Prince, e di lì a poco esce “the rainbow children”, complesso concept album jazzato che -finalmente- dopo sette anni da ‘Come‘, porta la firma Prince.
Nei due anni successivi Prince si toglie alcuni sassolini dalle scarpe, ovvero fa quello che vuole e tutto quello che una casa discografica non gli avrebbe mai fatto fare: pubblica ‘one night alone’, demo-cd piano e voce di brani inediti, ‘One Night Alone’ triplo cd live, ‘Xpectation’ album in mp3 completamente strumentale, e soprattutto “n.e.w.s.” poderoso album di quattro tracce di 15 minuti ciascuna, North, East, West, South, dove jam session, minimalismo e ambient si incontrano in un territorio ancora del tutto strumentale.

La stampa quasi non se ne accorge, lontano dalle grandi etichette discografiche i lavori di questo periodo non lasciano quasi traccia nel giornalismo specializzato, segno che gli album da ricordare sono quelli che la casa discografica ti manda da recensire in redazione.
Anche Prince se ne rende conto e tira i remi in barca. ‘Musicology’ (2004), ‘3121’ (2006) e ‘Planet Earth’ (2007) vedono Prince tornare nelle braccia delle grandi etichette discografiche con dischi a basso profilo, minore inventiva e maggiore commerciabilità.

Alla fine di una lunga battaglia contro l’industria discografica Prince sembra tornare all’ovile, con una sostanziale differenza rispetto al momento di rottura: i master sono suoi e le etichette adesso hanno una funzione solo distributiva e di promozione, tanto che con ‘Planet Earth’ Prince si è preso la soddisfazione di far distribuire in inghilterra con il Daily Mail migliaia di copie gratuite del suo disco, bypassando del tutto il canale tradizionale (che c’è rimasto malissimo).
Internet quindi come canale per una maggiore autonomia dell’artista?
Forse, ma la regola vale solo per chi se lo può permettere e forse solo per poter ricontrattare nuove condizioni con la tanto biasimata, ma potente, industria discografica.
Specie se sei una popstar miliardaria eh.
Immagine del CD del NPGMC tratta da www.largeroomnolight.com