17/02/2010
Mentre la diretta interessata si trova in quel di Sanremo per promuovere il suo presunto nuovo singolo (?), MusicBlob è in grado di anticipare che è già online su Amazon.com dal 10 febbraio 2010 “All I want”, inutile brano eseguito da Patrizia D’Addario, la escort coinvolta nelle note vicende politico-scandalistiche che affliggono il nostro paese.
Il pezzo, disponibile (perché?) per il pubblico americano a 89 centesimi di dollaro è pubblicato dalla oscura G Records, etichetta italiana che sembrerebbe specializzata in materiale dance e canzoncine per bambini e distribuito dall’altrettanto inutile aggregatore digitale Believe Digital.
Riportiamo qui l’embedding del materiale presentato da Believe aggiungendo che non è stato possibile accedere al brano sul Nokia Music Store, mentre per quanto riguarda Apple iTunes, nonostante il widget di Believe presenti un link, il brano non sembra esistere nel popolare store di Cupertino.
Il brano, che presenta una bassline che somiglia pericolosamente a mezzo giro del basso di “Stand by me” di Ben E.King, potrebbe essere tranquillamente un pezzo di Tila Tequila e non sappiamo se ciò possa essere considerato un complimento. ;)
Di sicuro suona comunque molto meglio del karaoke recentemente esibito in rete dalla signorina Noemi Letizia, di cui si è parlato in precedenza in questa sede.
24/03/2009
Dopo Sony Connect, MSN Music Store, Virgin Digital Music Store e MyCoke Music, aggiungiamo alla lista anche SpiralFrog.
Il servizio di download di musica protetta e sponsorizzato da pubblicità, che già si era guadagnato la sua brava dose di critiche ed obiezioni ha chiuso i battenti alla fine della scorsa settimana ed ha una brutta sorpresa per gli utenti.
Cnet news riferisce che a chi ha chiesto per quanto tempo potrà ancora ascoltare la musica scaricata legalmente da SpiralFrog, una fonte informata sui dettagli operativi ha risposto che (grassetti nostri)
la tecnologia di Digital Rights Management (DRM), atta a prevenire copie non autorizzate, bloccherà a tempo indeterminato la musica dopo 60 giorni. La musica potrebbe venire sbloccata se qualcuno rileverà il patrimonio di SpiralFrog e deciderà di rilanciare il servizio
Ci sono altre domande?
7/01/2009
Nota: questo documento continuerà a venire aggiornato per affrontare meglio i vari punti e le domande che possono emergere sui cambiamenti in atto nel servizio di Apple.
Aggiornato al 9 aprile 2008
- Nota bene: le indicazioni nelle FAQ italiane di Apple continuano ad essere ferme al 5 febbraio e non rispecchiano la situazione reale.
- È possible aggiornare la musica con DRM (Digital Rights Management) già acquistata su iTunes Store in passato singolarmente per ogni brano, album o video oppure in unica soluzione.
Nel primo caso fare clic sul pulsante “Acquista” vicino ad ogni brano.
Nel secondo si può usare un link speciale per vedere tutti gli acquisti aggiornabili e poi optare per il pulsante “Acquista tutto”.
- Gli aggiornamenti sono di 0,30 € per brano, 0,60 € per video(clip) e del 30% del prezzo per gli album.
- L’aggiornamento dei brani alla versione senza DRM punta a rimpiazzarli nella Libreria di iTunes. Al momento del download viene offerta l’opzione di eliminare gli originali, oppure di spostarli sulla scrivania.
-
Alcuni utenti hanno segnalato la scomparsa dei titoli dalle playlist ed è possibile sia necessario ricrearle.
- I nuovi prezzi dei brani Plus su iTunes Store sono, a partire dai primi di aprile, di 0.69, 0.99 e 1.29 USD e 0,69, 0,99, 1,29 Euro a seconda delle scelte delle etichette discografiche che ne detengono i diritti.
- Aggiornando a iTunes Plus ci sarà anche un prevedibile incremento dello spazio occupato su disco a causa della qualità superiore di codifica audio (vedere sotto). L’aumento sarà in proporzione al numero dei brani posseduti.
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27/12/2008
Full discloure, folks: my opinion on her may be biased. I don’t find myself too often writing about a good friend and also someone I am collaborating with on a few music projects in these terms. But there are some good reasons for my online friend and IMVU avatar Lady Wallace to be featured in the news.
Lady Wallace – "Goodbye (Acoustic Version)" – Watch the top videos of the week here
Lady Wallace (real name Mary Elizabeth Wallace) joined IMVU.com less than two years ago. She wanted to see if that could be of some use to promote her music, just like her MySpace page. A road many other people have taken (me included ;)) since the Internet gave people a chance to express themselves in music and many other fields.
Her first effort happened to be a music track accompained by a 3d video filmed within the virtual world of IMVU (www.imvu.com), which may be defined as a cross between Second Life or something similar to that, and an instant messaging system. You basically chat in public or private rooms with online friends and everyone is represented by a 3d avatar. MSN Messenger made into a videogame, if you prefer.
Just as in Second Life, independent “developers” create objects for your avatars and your IMVU page: and copyright for these objects stays with their creators, not IMVU Inc. The company lives mostly selling “credits” (just like Linden Labs have their own virtual currency) and those can be used to purchase stuff.
Music soon became an important part of the IMVU scene but 90% of that wouldn’t have been approved by the music industry. It was bits or entire tracks ripped out of cds and then converted to a format suitable for IMVU: avatars would “wear” visible (or invisible) objects containing the tracks and play those for their friends, maybe enjoying dancing in a club that exists only in cyberspace.
The music industry didn’t notice that – IMVU was probably still marginal and well, these days the big labels are pretty much busy with other problems.
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21/11/2008
Qualche giorno fa ci lamentavamo delle poche cifre disponibili per mettere a fuoco il gruppo di inseguitori di iTunes e individuare con maggiore chiarezza il numero due.
In base agli ultimi sviluppi gli indizi sembrano essere tutti a favore di eMusic. Questo giovedì il distributore digitale ha annunciato di aver venduto 250 milioni di file mp3 dal 2003 a oggi.
La cifra si riferisce ai download sul mercato statunitense, canadese e europeo e il servizio fa notare che gli ultimi cento milioni sono stati scaricati in un terzo del tempo che ci è voluto per i primi cento, per l’esattezza 453 giorni contro 1122.
E (tanto per ripeterci) Amazon Mp3?
Anche qui abbiamo qualche dato utile grazie a un’etichetta indipendente con una cinquantina di uscite di vario genere nei maggiori negozi in digitale e quindi in grado di fare confronti diretti.
Secondo il responsabile dell’etichetta -che ha chiesto di rimanere anonimo- “le vendite su Amazon in un anno equivalgono a quelle di un trimestre su Emusic”.
6/11/2008
Cinque anni online sono davvero tanti.
Eppure il mese di novembre segna il quinto anniversario da quando Apple si è insediata in vetta ai distributori digitali di musica via Internet.
Nel comunicato del 6 novembre Steve Jobs infatti annunciava al mondo che anche durante la settimana di esordio del nuovo Napster le proporzioni di vendita erano di 5 a 1 a vantaggio di Apple.
Dal 2003 non è cambiato molto: Napster è ancora tra gli inseguitori, come lo è eMusic e l’unica aggiunta degna di nota al gruppo è quella di Amazon MP3 che con eMusic si sta probabilmente contendendo la seconda posizione.
Sottolineiamo il “probabilmente” perché a differenza di Apple gli altri servizi sono mediamente più restii a diffondere numeri e percentuali di mercato.
Di eMusic sappiamo che ha un catalogo di 4 milioni di tracce (contro gli “oltre otto” di Infinite Loop) e che ad aprile 2008 ha superato il traguardo di 200 milioni di download contati proprio a partire dal novembre 2003 (contro cinque miliardi).
E Amazon MP3?
Ha sicuramente dalla sua una struttura solida, il formato non protetto Mp3, prezzi aggressivi, il sostegno della vendita di supporti fisici (i CD), sinergie con altri, furbe iniziative come il wiki musicale SoundUnwound ma soprattutto il sostegno delle etichette discografiche che evidenziano di non gradire la posizione di Apple. Proprio il fastidio di queste ultime verso l’azienda di Jobs e la loro disponibilità a contrastarlo in tutti i modi possibili unito alla vaghezza delle cifre disponibili (per di più non ufficiali) rende difficile il confronto e fa apparire Apple ancora più lontana se non proprio irraggiungibile.
Loghi di iTunes, Amazon MP3 e eMusic tratti da www.tunequest.org.
16/09/2008
Il rilascio dell’ottava versione di iTunes la scorsa settimana è un’occasione per estrapolare alcuni dati sulle attività musicali di Apple e confrontarli con quelli precedenti.
Ignoriamo in questa sede tutto il (floridissimo) versante iPod e concentriamoci solo su iTunes che come software, secondo Steve Jobs, gode ormai di 65 milioni di utenti e sarebbe “l’applicativo numero 1 sia per Mac che PC”. Se il primo dato è da accettare sulla fiducia, visto che in passato Apple non ha divulgato cifre sull’utenza, il secondo è plausibile dopo cinque anni di successi dello Store per cui sicuramente vera la descrizione ufficiale, “il #1 al mondo dei negozi online di musica” (che però stranamente nella versione italiana è stata resa con un più generico “Il più incredibile negozio di musica online al mondo”).
In quanto alla parte commerciale in un incontro organizzato da Apple con la stampa italiana si afferma che sono
65′000 gli account con “carta di credito” e cioé che hanno effettuato almeno un acquisto dall’azienda di Cupertino in questi cinque anni (o quattro se in Europa).
La cifra però pare molto bassa e potrebbe rivelarsi un refuso, a cui mancano semplicemente tre zeri: sei mesi fa, a febbraio 2008, Apple annunciava infatti che l’iTunes Store aveva più di 50 milioni di clienti.
Nella stessa occasione si citava un catalogo di oltre sei milioni di brani che è ora cresciuto a “oltre otto milioni e mezzo”. Altri dati generali sul catalogo dello Store vedono 30′000 trasmissioni televisive, 2′500 film e ben 3′000 applicativi per iPhone iPod touch. Quest’ultima categoria, complice la presenza di molto software gratuito, ha registrato cento milioni di download in due mesi e ha già eclissato -fatte le debite proporzioni- il record dei file musicali che è stato di due milioni nello stesso periodo*.
* come riportato nel foglio di calcolo scaricabile in vari formati dall’archivio dei documenti di Storie di Apple.
12/05/2008
Tutti parlano dei lavori rilasciati dai Nine Inch Nails dopo la “fuga dalla major”, ma c’è un piccolo dettaglio rimasto sinora in ombra.
Si chiama “The Null Corporation” ed è la nuova etichetta discografica a cui appartengono le uscite di Trent Reznor in questi mesi del 2008, è citata anche sul canale YouTube della band.
Le uscite ufficiali dell’etichetta, il cui nome rientra nella tradizione minimal-nichilista di Reznor, sono i due lavori “Ghosts I-IV” e “The Slip” nonché il brano che anticipato quest’ultimo, “Discipline”, primo singolo “libero” in assoluto.
La voce di Wikipedia precisa che The Null Corporation rilascia dischi sono solo in forma digitale e che l’etichetta
non opera nello stile delle case discografiche tradizionali e che si accorda con altre compagnie per la creazione di copie fisiche
il che chiarisce come siano state effettivamente prodotte e gestite le versioni in CD e vinile di Ghosts “I-IV” e lo saranno quelle di “The Slip”.
Sempre Wikipedia fa notare The Null Corporation
può essere considerata un’etichetta “di rappresentanza” anche se è gestita interamente dall’artista e non appartiene ad una corporazione
con chiaro riferimento alla precedente Nothing Records, divisione di facciata, ma con i dischi che venivano pubblicati dalla Interscope, del gruppo Universal: un altro piccolo e significativo dettaglio della nuova libertà di Reznor.
Foto tratta dall’account ufficiale su Flickr dei Nine Inch Nails