Musica, i promo & la stampa, da Piotta a Ninja Tune

Il caso che ha visto il coinvolgimento di Tommaso Zanello – in arte Piotta – in polemica con la testata online Rockit per via di una recensione del brano “Odio gli indifferenti” che avrebbe fatto un utilizzo un po’ troppo leggero del materiale promozionale inviato dall’etichetta indipendente La Grande Onda, di proprietà dello stesso artista, riporta alla ribalta la questione dei promo e del loro utilizzo.

E’ prassi far pervenire ai giornalisti specializzati materiale da recensire, comunicati stampa e via dicendo; talvolta si possono verificare però errori e incomprensioni.

Qualcuno di sicuro si starà chiedendo: Piotta solleva egli stesso un polverone a fini pubblicitari (un po’ come pare aver fatto negli ultimi giorni su tutt’altra questione un altro artista nostrano, J.Ax, che nel giro di 24 ore prima lancia un tweet in cui minaccia di “denunciare Berlusconi” per un presunto plagio di un brano degli Articolo 31 all’interno di un inno del PDL e poi chiude rapidamente il caso)? Forse.

Pensiamo però a un paio di particolari.

L’artista o l’etichetta mandano del materiale. Parte di questo è inteso per la pubblicazione. Parte, per “fare notizia”, per costruirci su un breve pezzo, ma non per l’utilizzo diretto.
Piotta menziona la copertina, precisando che non era quella definitiva e fa capire che non andava pubblicata, perché riferita solo a un cd promozionale a uso interno, non alla pubblicazione definitiva.

Probabilmente l’elemento più controverso è però quello della tracklist, non definitiva, non inclusa nella documentazione promozionale ma recuperata da Facebook (sarebbe bastata una riga di precisazione, dicendo “al momento, da Facebook, si apprende che la tracklist dovrebbe essere la seguente”. E forse la polemica non ci sarebbe stata.

Insomma – e non ce ne voglia Rockit, presenza storica del panorama musicale online italiano – qualche leggerezza c’è stata.

Per cui, dopo aver diffuso il brano all’interno di una sorta di videorisposta all’indirizzo di Rockit, Piotta ha anche affidato le sue parole a un comunicato stampa in cui tra l’altro ci si pone l’interrogativo: “Cosa sarebbe accaduto se al posto di un’etichetta musicale indipendente ci fosse stata una major?”.

I promo sono da sempre materiale “delicato”. In passato, sono peraltro sorte controversie sul loro “riutilizzo” da parte di chi li riceve (dj e giornalisti che cedevano al mercatodei collezionisti i cd singoli), chiarite solo di recente dal caso Universal v. Augusto (sì, i promo si possono rivendere: una volta passata di mano, la copia non deve essere restituita alla label e chi la riceve può regalarla, venderla o disporne come meglio crede, fatti ovviamente salvi i diritti dei titolari di copyright sui contenuti del supporto).

Un caso che ha destato scalpore è quello del 2011 che ha visto la britannica Ninja Tune contrapporsi alla testata tedesca Backspin: in pratica, secondo l’etichetta, copie pirata circolate con largo anticipo sulle reti peer-to-peer provenivano dal promo inviato a un giornalista di quella testata (la fonte è stata individuata tramite un sistema di watermarking).

I promo fisici, comunque, sono sempre meno in uso: in molti paesi, dall’Australia alla Gran Bretagna, fioriscono le agenzie promozionali che si basano sul solo mp3, abbinato ad altra documentazione elettronica di supporto. Chissà se basterà a risolvere qualche polemica, o se si finirà per moltiplicare i problemi, dato che un gruppetto di file è già bello e pronto per essere sparso ai quattro venti senza troppa fatica… ;)

Nylon Pink – “Gee”

Sono passati 6 anni da un post in questa sede dedicato a Kaila Yu e alle sue attività su MySpace e oltre. All’epoca avevamo definito effimero MySpace e ci avevamo preso. Di quel periodo non resta molto (non preoccupatevi, la fuffa digitale c’è sempre, si è solo spostata altrove, da Facebook a Pinterest, il tutto in attesa di un prossimo collasso della seconda bolla speculativa che a questo punto dovrebbe già essere esplosa). ;)
Kaila invece ha continuato la propria carriera in diversi modi, anche con apparizioni in film e video ma in particolare all’interno del gruppo Nylon Pink, che oltre alla voce di Kaila è formato da Katt Lee (basso), Kiki Wong (chitarra), Jamie Scoles (batteria) e Yuki Ito (tastiere).

La proposta del gruppo interamente femminile e interamente “asian-american” (con base a Los Angeles) è un pop/rock energico, con un discreto occhio anche per il look (Kaila e Katt sono anche dietro la linea di accessori Hello Drama, che è stato anche il titolo del primo brano del gruppo).

nylonpink

Il lavoro più recente è Gee“, cover del gruppo kpop (sì, pop coreano…) Girls’ Generation (note anche come SNSD). Abbandonate le atmosfere ovattate del pop asiatico, il brano viene non solo rilavorato in versione decisamente più forte, ma anche tradotto con un testo originale in inglese. L’originale peraltro ha un imprssionante seguito su YouTube: oltre 66 milioni di contatti.

Il pubblico della rete si divide: l’operazione avviene proprio nel momento in cui il gruppo originale si prepara a sbarcare negli Stati Uniti; alcun fan del genere kpop sembrano non gradire, la maggioranza però è entusiasta. Il risultato sono oltre 22.000 spettatori (sommando 3 diversi canali YouTube) in meno di 48 ore.

Immagine tratta da http://nylonpink.tumblr.com/.

ENPALS addio

logo INPS gestione ex EnpalsÈ la volta buona: tra i primi gesti del Governo Monti a fine 2011 c’è la soppressione dell’ENPALS – l’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per i Lavoratori dello Spettacolo – spesso definito “carrozzone” e di cui si è più volte ventilata una eliminazione o quantomeno una riforma.
Come “regalo di Natale” (la legge è la n.214 del 24 dicembre 2011) arrivano la soppressione e il subentro dell’INPS nelle funzioni che erano dell’ENPALS.

Le informazioni sulla transizione sono reperibili sul sito ENPALS – che già presenta un logo rinnovato e mutato in “INPS – Gestione ex ENPALS“.

Da notare che non essendo il passaggio così immediato (debbono ancora essere emanate norme per il trasferimento di risorse e personale, mentre il bilancio di chiusura dell’Ente è previsto al 31 marzo 2012) per il momento continuano ad operare gli uffici dell’ente soppresso.

Di seguito il testo del comunicato integrale ENPALS.

Soppressione dell’Enpals

Il decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni con la legge 23 dicembre 2011, n. 214 (G.U. n. 300 del 27 dicembre 2011) ha previsto all’art. 21, comma 1, la soppressione dell’Enpals a decorrere dal 1 gennaio 2012 e l’attribuzione delle relative funzioni all’INPS.

Nelle more dell’adozione dei decreti ministeriali di trasferimento delle risorse umane, strumentali e finanziarie che dovranno essere emanati (comma 2) entro 60 giorni dal 31 marzo 2012, data prevista per l’approvazione del bilancio di chiusura dell’Ente, la struttura organizzativa dell’Enpals continuerà ad espletare le attività connesse con i compiti istituzionali (comma 2-bis).

Nulla cambia pertanto per i lavoratori, i pensionati e le imprese che potranno continuare a rivolgersi agli Uffici centrali e periferici dell’Enpals.

Per ulteriori informazioni consultare la circolare n. 3 del 13 gennaio 2012, con la quale l’Inps ha fornito le prime indicazioni per la corretta applicazione delle norme relative al trasferimento all’Inps delle funzioni di Inpdap ed Enpals, allo scopo di garantire ed assicurare la piena continuità di dette funzioni, la tutela dei soggetti destinatari dell’azione amministrativa dei due Enti soppressi e la correttezza e l’economicità nella gestione, fino all’emanazione dei decreti attuativi previsti dal decreto legge n. 201 del 6 dicembre 2011, convertito con modificazioni dalla legge n. 214 del 22 dicembre 2011.

Con la determinazione n. 5802 del 23 gennaio 2012, il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, ha approvato le linee generali dell’Istituto per l’integrazione dell’Inpdap e dell’Enpals, con la finalità di conseguire risparmi strutturali attraverso la riduzione delle spese complessive di funzionamento conseguente all’integrazione delle risorse degli Enti interessati nei grandi progetti di innovazione ed efficientamento sui quali si è focalizzata la strategia dell’Inps.
Nella determinazione si da’ mandato al direttore generale di porre in essere ogni azione necessaria all’attuazione del percorso di integrazione, impegnandolo a riferire mensilmente sull’avanzamento delle attività e sui risultati raggiunti e a proporre eventuali iniziative da adottare in relazione al complesso delle azioni intraprese.

Comunicato stampa: Mostra “1969: l’anno in cui tutto è cambiato”, a Bologna

da Culturalia, Agenzia di Comunicazione, riceviamo e volentieri pubblichiamo.

La Redazione di MusicBlob

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The Who Recording Tommy, London, 1968. (Baron Wolman)

The Who Recording Tommy, London, 1968. (Baron Wolman)

Giovedì 16 febbraio 2012 alle ore 18.00 sarà inaugurata a Bologna la mostra “1969: l’anno in cui tutto è cambiato”, ideata, realizzata e promossa da ONO Arte Contemporanea con il patrocinio del Comune di Bologna e la collaborazione della Fondazione Cineteca di Bologna.

La mostra, una raccolta di ottanta rare fotografie d’autore, è lente di ingrandimento su quell’anno in cui tutto cambiò, il 1969; un momento decisivo, che segnò il passaggio tra due decenni particolari, rappresentati dagli anni 50 e 60, sinonimi di boom economico, rock’n’roll, amore libero, droghe, antimilitarismo, lotta per i diritti civili e indipendenza, e gli incombenti anni di piombo, il rovesciamento in negativo di benessere e spensieratezza.
Fu’ un anno storico, sia per l’Europa che per l’America, un anno in cui si videro realizzati i sogni del decennio precedente, ma allo stesso tempo il momento in cui si avvertì lo sgretolarsi delle certezze che erano maturate poco prima.

Il percorso visivo e concettuale della mostra documenterà i fatti accaduti su due diversi fronti: Europa e Usa, ovvero gli epicentri culturali, politici, artistici e musicali di questo anno di fermento. Gli otto artisti in mostra sono Andrew Maclear, Baron Wolman, Tom Hanley, Barrie Wentzell, Tazio Secchiaroli, Bill Owens, Robert Altmann, Lisa Law che documentano con fotografie e testimonianze dirette le esperienze e vicende vissute in quell’epoca.

 John and Yoko leaving court (Andrew Maclear)

John and Yoko leaving court (Andrew Maclear)

Oltre a ricordare il 1969 come l’anno dell’uomo sulla luna, della nascita di internet, della strage di Charles Manson in cui morì la moglie incinta di Roman Polanski, del primo volo del Concorde, di Pompidou al potere in Francia, Gheddafi in Libia o Hi Chi Min in Vietnam, non bisogna dimenticare il ruolo fondamentale che ha avuto quest’anno per la musica.

Il 1969 fu infatti il momento clou per i grandi raduni musicali che fecero la storia come Woodstock, Altamont Free Concert, Isola di Wight, ma anche l’anno in cui i Beatles decisero di dividere le loro strade, non prima però di registrare i loro ultimi due dischi Let it Be e Abbey Road. I Beatles suonarono il loro ultimo concerto dal vivo sul tetto a Savile Row, John Lennon e Yoko Ono si sposarono e il gruppo si sciolse definitivamente.

Mick Jagger & Keith Richards, Oakland Coliseum Arena, 1969 (Baron Wolman)

Mick Jagger & Keith Richards, Oakland Coliseum Arena, 1969 (Baron Wolman)

Fu un anno di passaggio anche per i Rolling Stones: morì Brian Jones, uno dei fondatori del gruppo, e il concerto di Altamont si trasformò in tragedia. Fu però anche l’anno della pubblicazione di Let it Bleed e del storico concerto storico a Hyde Park. Elvis pubblicò il suo ultimo numero uno in classifica, Suspicious mind, gli Who Tommy, Dylan pubblicò Nashville Skyline, i Led Zeppelin I e II e i Pink Floyd Ummagumma.
La cinematografia americana intanto faceva i conti con Easy Rider, uno dei primi successi fuori dagli schemi hollywoodiani; un viaggio nell’America paranoica e impaurita in cui il “sogno” americano cominciò a svanire.

L’esposizione sarà arricchita, durante il periodo di mostra, da due updates; il primo, previsto per l’8 di marzo, con la presentazione del libro di Ken Regan, All access, edito dalla casa editrice Panini, che raccoglie i migliori scatti del fotografo americano. In quell’occasione sarà anche presente XL Magazine che ha dedicato al libro di Regan un importante servizio nel numero di febbraio.
La seconda sezione sarà inserita il 15 marzo, con opere di Eddie Kramer, colui che documentò il concerto dei Rolling Stones al Madison Square Garden di New York.

Come di consueto la ONO offre un ricco programma di eventi collaterali ad ingresso gratuito, tra i quali spicca la proiezione di un video inedito del fotografo del Guardian Eamonn McCabe che documenta l’Altamont Free Concert in California organizzato dai Rolling Stones il 6 dicembre 1969; erano passati solo quattro mesi da Woodstock, ma l’atmosfera non era più la stessa, la morte violenta di quattro ragazzi durante il concerto chiuse in modo brutale il doppio decennio e la stagione dell’amore, sancendo definitivamente la fine dell’illusione.

Copyrighted photos. Courtesy Culturalia (www.culturalia.com).

Comunicato stampa: Parte il festival “Sonde”. “New Media Art” a Bologna

da Culturalia, Agencia di Comunicazione, riceviamo e volentieri pubblichiamo.

La Redazione di MusicBlob

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logo "Sonde"

Nasce SONDE
La New Media Art invade Bologna.

Il DAV (Dipartimento delle Arti Visive dell’Università di Bologna) in collaborazione con l’Associazione Boart e l’Associazione ARTYPE lancia “SONDE New Media Art”, un progetto unico e all’avanguardia nel panorama artistico nazionale e internazionale, che invaderà la città di Bologna dal 19 al 22 giugno 2012.
Nell’intento dei promotori, l’iniziativa si propone di superare le obsolete divisioni e classificazioni della produzione artistica contemporanea (video arte, performance, manufatto artistico, pittura, scultura, arte ambientale, sound art, ecc.), adottando invece il concetto di New Media Art, inteso come convergenza dei linguaggi artistici sotto il segno dei nuovi media, attraverso una kermesse di quattro giorni, ad ingresso gratuito, che si snoderà tra i luoghi più suggestivi della città facendo di Bologna l’epicentro della sperimentazione artistica nazionale e internazionale.

SONDE New Media Art vanta il Patrocinio dell’Alma Mater Studiorum-Università di Bologna e si avvale di importanti Partner Istituzionali, patrocini e collaborazioni in ambito locale, nazionale e internazionale, che hanno sostenuto e incoraggiato questa iniziativa. SONDE-New Media Art ha ottenuto inoltre la media partnership del Gruppo Editoriale L’Espresso con il mensile La Repubblica XL.

Le location che ospiteranno SONDE sono, tra le altre, Bologna Fiere, alcune delle Piazze bolognesi, il Polo culturale della Manifattura delle Arti con la Cineteca del Comune di Bologna, il MAMbo e l’Auditorium del Dipartimento di Musica e Spettacolo, il Complesso di Santa Cristina, sede del Dipartimento delle Arti Visive dell’Università di Bologna.

Anche la ONO ARTE Contemporanea di Bologna, partner di SONDE New Media Art, partecipa all’anticipazione della kermesse estiva ospitando dai primi di giugno una mostra di opere fotografiche e una selezione di video degli artisti coinvolti in DRAFT, alternate a quelle di giovani emergenti già operanti con la galleria.

Ad anticipare il festival SONDE sono state pensate diverse iniziative volte a dare immediata visibilità all’evento e a presentarne i contenuti.

ANTEPRIME gennaio-giugno:

· Il 28 gennaio 2012 nella sede di Artefiera si è tenuta la CONFERENZA DI PRESENTAZIONE alla stampa e agli addetti ai lavori in anteprima nazionale. Sono intervenuti Silvia Grandi (Docente del Dipartimento delle Arti visive dell’Università di Bologna e Direttore artistico del Progetto), Carlo Terrosi (Responsabile dell’Archivio storico della Video Arte di Bologna – BoArt e Direttore artistico del Progetto), Daniele Benati (Direttore del Dipartimento delle Arti visive dell’Università di Bologna), Paolo Granata (Docente dell’Università di Bologna e Curatore di una sezione), Saul Saguatti (Componente di Basmati e Curatore di una sezione), Andrea Martignoni (Musicista-artista e Curatore di una sezione), Luca Valtorta (Direttore del periodico La Repubblica XL).

· ARTE IN VIDEO: INCONTRI, VISIONI E STORIE. La video arte e i suoi protagonisti.

Ciclo di conferenze con autori e curatori, con proiezioni selezionate di opere e
video installazioni, MAMbo, aprile-giugno 2012, a cura di Carlo Terrosi.

Dal 19 al 22 giugno, SONDE New Media Art si articolerà nelle sezioni:

· VIDEO (ON) DOC, sezione dedicata ai video documentari d’arte di recente produzione italiana, a cura di ARTYPE, tra cui:
Draft. Performing Videoart and Music, 1a edizione 2010, prodotto da Artype;
Incontro con Marina Abramovic. Lady Performance, 2011, prodotto da Limina;
Pellicole da camera. Animazione diretta su 35mm, 2010, prodotto da Basmati .

· STOP (IN) MOTION, selezione di video sperimentali d’animazione di artisti italiani e internazionali, a cura di Paola Bristot e Andrea Martignoni.

· INTERNATIONAL (IN) VIDEO, alcune selezioni di videoarte provenienti da importanti Festival e Archivi internazionali, tra cui il Centro documentativo VTape e Images Festival di Toronto (Canada), a cura di Paolo Granata.

· VIDEO (AS) PERFORMING ART, selezione di video dedicati alla performatività, inclusa danza e teatro, provenienti da Archivi e Centri di sperimentazione video internazionali, a cura di Carlo Terrosi.

· MANUAL (VS) DIGITAL LIVE MEDIA, tecnologia e interventi manuali diretti per performance video-sonore dal vivo, tra cui spiccano le partecipazioni di Pierre Hebert/ Saul Saguatti-Audrey Coïaniz, a cura di Basmati.

MAIN EVENT

L’evento live più atteso di SONDE sarà DRAFT. Performing Videoart and Music che arriva alla sua seconda edizione con l’eccezionale partecipazione dei VERDENA + AUCAN, introdotti dai PARSEC. I musicisti improvviseranno sonorità e musiche su un tappeto visivo realizzato da alcuni fra i più noti video artisti italiani: Yuri Ancarani, Anita Calà, Luca Coclite, Audrey Coïaniz-Saul Saguatti, Cuoghi Corsello, Andrea Dojimi, Marco Morandi, Gabriele Pesci, Daniele Pezzi, Giovanna Ricotta, Natalia Saurin e Diego Zuelli. I PARSEC, gruppo rivelazione della scena emergente bolognese, composto da Federico Cavicchi, Leopoldo Fantechi, Gabriele Tassi e Samuele Venturi, saranno i primi a scendere sul palco facendo da spalla ai VERDENA + AUCAN che animeranno lo spettacolo vero e proprio suonando in sinergia con i video d’arte creati appositamente per l’occasione. I VERDENA, uno dei più validi gruppi altern-rock italiani, si sono formati ad Albino (BG) a metà degli anni ‘90. Il gruppo è composto dai fratelli Ferrari, Alberto (voce, chitarra) e Luca (batteria), e dalla bassista Roberta Sammarelli. Hanno fatto dell’emotività, della sperimentazione e dell’eclettismo il loro punto di forza. Gli AUCAN (Francesco D’Abbraccio, Dario Dassenno e Giovanni Ferliga) hanno creato una band di taglio sperimentale tra l’elettronica e il rock, tra dubstep e trip-hop con qualche corrente ambientale.

“Fate da voi la perizia fonica”: il messaggio al contrario di Mauro Pelosi

Di messaggi più o meno satanici ;) inclusi in dischi di vario genere si è scritto molto; una piccola scopeta del sottoscritto datata novembre 2011 (e che non mi pare documentata da altri): in “Ho fatto la cacca”, incluso nell’album “Mauro Pelosi” (Polydor, 1977) la vocina al contrario che si sente partire durante il cantato di Pelosi, una volta applicato il “reverse” sembra dire “Dice che ha ragione Cossiga” (anche se non si sente bene l’ultima parte di quest’ultima parola).
L’evento si verifica intorno a 0:49 nel brano.

Francesco Cossiga era Ministro dell’Interno nel 1977, per cui la menzione potrebbe essere tutt’altro che campata per aria. Se qualcuno, magari l’autore stesso, avesse notizie per smentire o rettificare quanto sopra, lo spazio dei commenti al presente articolo è a disposizione.

Nell’embed da SoundCloud qui riportato, un frammento di 6 secondi, loopato 3 volte prima normale e poi in reverse, per far sentire la vocina capovolta come appare nel disco e dopo il reverse.

UB40: una band in bancarotta

Questa storia non parla di musica digitale, eppure dà l’idea di come nel nuovo mercato discografico le certezze di un tempo si siano ormai volatilizzate.

Incredibile ma vero: un gruppo musicale di successo, con 70 milioni di copie vendute negli anni, può finire in bancarotta e dover mettere a disposizione dei creditori royalty discografiche e quant’altro.

E’ l’incredibile vicenda accaduta agli UB40, popolarissima formazione pop-reggae, che oggi possiamo ufficialmente descrivere come nata nel 1978 a Birmingham – dove il gruppo di amici viveva e frequentava la scuola – e morta nel 2011 nella stessa città, dove è stata dichiarata la bancarotta di ben 4 membri del gruppo (mentre è ancora in corso un analogo procedimento a carico di un quinto membro).

Il gruppo – che nel 2008 ha perso due dei membri storici tra cui il cantante Ali Campbell e che resta depositario di alcuni tra i maggiori successi commerciali in tema di reggae – è rimasto anni addietro invischiato in una vicenda relativa alla gestione della propria label discografica, DEP International.

Questo marchio era stato lanciato nel 1980 dai membri del gruppo – che restava così proprietario dei master discografici, mentre la Virgin si occupava della distribuzione – e oltre alla lunga discografia degli UB40 ha talvolta pubblicato anche lavori di altri artisti. L’etichetta era finita in amministrazione controllata nel 2006 per poi giungere alla bancarotta due anni dopo.
Ma non è bastato: ora, dei troppi errori nella gestione della DEP risponderanno in prima persona i titolari.

DEP ebbe un paio di piccoli primati: quello della pubblicazione del primo album dub apparso nelle classifiche in Gran Bretagna, l’LP di remix semistrumentali Present Arms In Dub, del 1981, con il compianto Ray “Pablo” Falconer alla produzione. E l’anno dopo il primo ologramma prodotto in serie nel Regno Unito, per la copertina dell’LP “UB44“.

Nessun comunicato ufficiale sul sito www.ub40.co.uk; ma nei forum i messaggi di supporto dei fan si alternano a qualche battutina di cattivo gusto.
Dopo una esibizione in Irlanda in settembre, il gruppo aveva appena suonato a Birmingham proprio nel luogo dove aveva debuttato tanti anni prima; erano previste date per gennaio 2012 in Olanda e Belgio.

Il futuro della band è ora più che mai incerto: Digital Music News descrive addirittura il gruppo come “ready for liquidation”; per ironia della sorte, il loro penultimo album “Labour of Love IV” (2010) echeggia nel titolo i fasti di un passato glorioso, probabilmente destinato a finire nel cassetto per sempre.

Immagine di Rumandraisin/Wikimedia Commons. Pubblico Dominio. Tratta da http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Ub40pressconference.jpg.

Tra omaggio e plagio: PCUS / Subsonica (e un occhio ai maestri tedeschi dell’elettropop…)

Premessa: chi scrive segue la band che ha per nome PCUS da una quindicina d’anni, e ha avuto il piacere di collaborare in alcune occasioni con la stessa; in particolare con la pubblicazione di un 45 giri nel 2001, la distribuzione digitale di un album nel 2010 e varie altre pubblicazioni online di file audio e video avvenute negli anni.

Tutto questo per dire che sì, la mia opinione potrebbe essere un filo viziata da quanto sopra.
Per cui lasciamo parlare i fatti.

Immagine pubblicata su Facebook da Michele Mastandrea dei PCUS, il 27 giugno 2011:

Samuel dei Subsonica è indistinguibile da Carlo Passamonti dei PCUS.
Sembra quasi che i due gruppi abbiano lo stesso cantante…

Videoclip dei PCUS filmato nel corso del 2010 e pubblicato su YouTube il 27 dicembre 2010 (attualmente presente nei principali portali video internazionali):

Video/intervista ai Subsonica apparsa su LaStampa.it il 3 luglio 2011:
http://multimedia.lastampa.it/multimedia/torino/lstp/62198/

Il tutto potrà anche ricordare i classici Kraftwerk dell’album “Man Machine” (eccoli in un video dell’epoca, “The Robots”).

A voler essere puntigliosi (pedanti?) i PCUS hanno le maniche corte; i Kraftwerk le avevano lunghe; i Subsonica tentano una via di mezzo utilizzando maniche lunghe ma arrotolate, accorciate.

Ok, entrambi potrebbero stare omaggiando i maestri teutonici. E poi i PCUS nel video e nei concerti usano anche le camicie bianche, mica solo quelle rosse.
Uhm. Però a pensarci bene, ecco i Subsonica al concerto romano del 1° maggio 2011.
Camicie bianche (e maniche corte!) e cravatta nera.

Che dire. Il copyright sul monocromo di una camicia è un po’ difficile da imporre, ma la cosa è perlomeno curiosa.

Perché se le coincidenze sono sempre possibili, siamo comunque in Italia, il paese dove il video di Biagio Antonacci per caso è uscito identico a quello dei Santo Niente.

O dove un artista notissimo come Ligabue non si fa problemi ad utilizzare un’immagine “ispirata” senza permesso a quella di un altro artista, Erik Johansson.

Al pubblico della Rete l’ardua sentenza…

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